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Alghero

Suolo pubblico, la commissione salta ancora

Attività produttive, per la seconda volta consecutiva non c’è il numero legale. L’ira dei commercianti

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ALGHERO. La commissione Attività produttive è in ostaggio. Il regolamento per l’occupazione del suolo pubblico, dal quale dipende l’attività di oltre 250 attività tra bar, locali e ristoranti, è ridotto allo status di pretesto per consumare un pericolosissimo braccio di ferro interno al palazzo. Con buona pace per gli operatori del settore, che chiedono chiarezza, e dei loro rappresentanti di categoria, che per due volte sono andati e tornati inutilmente da Sant’Anna per portare le loro proposte e le loro soluzioni al guazzabuglio burocratico provocato dal regolamento approvato l’anno scorso a poche ore dal cenone di Capodanno. Anche ieri la commissione convocata dal presidente Monica Pulina è saltata per la mancanza del numero legale. La cosa ha mandato su tutte le furie il segretario cittadino di Confcommercio, Massimo Cadeddu, che è andato via con un’espressione che era un programma. Ma la seconda diserzione in massa dei consiglieri di maggioranza alla seduta convocata dalla loro ex compagna di coalizione, in rotta col sindaco Mario Bruno come tutta l’Udc, conferma che se proprio non si può parlare di crisi perché esiste ancora la maggioranza numerica, la situazione è sempre più complicata. Se da una parte assistono basiti i diretti interessati, dall’altra il ruolo di spettatori inermi o quasi spetta ai consiglieri delle opposizioni “ufficiali”: Fi, Ncd, Pd e M5S insistono perché l’argomento sia trattato in commissione e poi in consiglio. E insistono sull’importanza di un tema così delicato rispetto alle beghe di palazzo. Invece al centro dell’arena ci sono i consiglieri di maggioranza e quelli dell’Udc.

«L’Udc ha abbandonato la maggioranza, il tentativo di Monica Pulina di dettare tempi e modi di convocazione è incomprensibile, questa seduta non è stata concordata con i membri di maggioranza della commissione», dicono Pietro Sartore, Giuseppe Fadda, Linda Oggiano e Giampietro Moro. “Strumentalizzano il mio ruolo di presidente – replica Monica Pulina – noi non abbiamo dichiarato l’uscita dalla maggioranza, ma una posizione neutrale, decideremo di volta in volta cosa approvare e cosa no”. Non è una crisi, ma le somiglia parecchio. (g.m.s.)

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