Prime bonifiche a Mugoni dopo il rogo di settembre
La giunta ha approvato un progetto da 90mila euro per interventi prioritari Pochi i fondi a disposizione in attesa delle risorse promesse dalla Regione
ALGHERO. A tre mesi dal rogo di Mugoni qualcosa inizia a muoversi. Le difficoltà economiche degli enti pubblici sono nemiche della tempestività che sarebbe servita per intervenire con urgenza. Ma alla fine la macchina inter- istituzionale allestita all’indomani dello spaventoso incendio che aveva raso al suolo i campeggi sotto sequestro di Sant’Igori e di Sant’Imbenia, nel cuore della pineta che spalleggia uno dei tratti di litorale più amati e conosciuti del Parco di Porto Conte e dell’Area marina protetta di Capo Caccia, si è messa in moto.
A battere il primo colpo è il Comune di Alghero. Nei giorni scorsi la giunta comunale al gran completo ha votato all’unanimità il progetto per la messa in sicurezza di emergenza. È solo un tassello, una minima parte di quello che servirà per eliminare quella profonda ferita inferta all’ambiente, all’economia e alla comunità della Riviera del corallo.
Il progetto predisposto dall’ingegnere Graziano Mura prevede una serie di azioni ritenute prioritarie, il cui costo è fissato intorno ai 90mila euro più Iva salvo ribassi. Preso atto degli adempimenti amministrativi e delle verifiche svolte sul progetto dai tecnici dell’amministrazione, il sindaco di Alghero, Mario Bruno, e gli assessori comunali hanno licenziato il documento, avviando di fatto le procedure necessarie per bandire l’aggiudicazione dei lavori, che consisteranno sostanzialmente nella rimozione della montagna di detriti prodotti dall’incendio, che aveva letteralmente divorato quella distesa di roulotte messe sotto sequestro dall’autorità giudiziaria per ipotizzati reati ambientali su cui a breve si dovrà esprimere il tribunale di Sassari.
A sbloccare la situazione e a permettere che la fase operativa si avvicini è stata la variazione di bilancio decisa dal Comune di Alghero lo scorso 30 novembre per assicurare all’intervento la necessaria copertura finanziaria. «Salvo rivalsa nei confronti del soggetto titolare del sito», recita la delibera di giunta, sottintendendo la volontà del Comune di procedere alla svelta, di intervenire prima possibile, ma senza per questo rinunciare in seguito a individuare eventuali responsabilità attribuibili per la presenza dei materiali inquinanti che dovranno essere rimossi nell’interesse di un patrimonio sfregiato dall’attentato messo a segno in quella drammatica notte di maestrale.
L’incendio risale alla notte tra il 19 e il 20 settembre. Intorno alle 2 del mattino la vedetta delle Prigionette ha fatto partire l’allarme, ma a causa del forte vento e del buio la macchina dei soccorsi non aveva potuto evitare la devastazione di un’area che misurava complessivamente dieci ettari, all’interno dei quali si trovavano i due campeggi, epicentro di un disastro ambientale ancora in attesa di colpevoli e di soluzione.
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