La Nuova Sardegna

Alghero

Mancano i dettagli ma il Pd è pronto a entrare in giunta

di Gian Mario Sias
Mancano i dettagli ma il Pd è pronto a entrare in giunta

Accordo di massima fra Bruno e il partito di via Mazzini Superate differenze e diffidenze reciproche sui grandi temi

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ALGHERO. Siamo ai dettagli. L’accordo di massima c’è, ora si tratta di limare quei particolari che sembrano piccoli ma non lo sono per niente. Dall’aprile del 2014 a oggi Mario Bruno e il Partito democratico di Alghero non sono mai stati così vicini. Questo in politica significa tutto e il suo contrario, ma la serie di incontri tra le due delegazioni sta producendo i frutti che in fondo, in area democratica, desideravano quasi tutti. La trattativa nata per necessità sembra in dirittura d’arrivo, nonostante fosse iniziata tra diffidenze reciproche e posizioni rese tanto più distanti da questi due anni che il Pd ha vissuto all’opposizione. Il ritorno del Partito democratico nell’ambito del centrosinistra che governa Alghero era auspicato innanzitutto dai livelli regionale e provinciale del partito stesso. Ma il ritorno al Pd è anche l’unico orizzonte politico cui aspirano il sindaco e gli altri fuoriusciti di due anni fa. Se c’è qualcuno per cui la pace non è la soluzione a qualsiasi costo, questo è il Pd algherese, ma oggi l’accordo è possibile perché il quadro è mutato al punto che le condizioni programmatiche dettate da via Mazzini e dal gruppo consiliare democratico stanno per essere recepite. Venuta meno la distanza programmatica, anche gli animi si sono rasserenati, e parecchio. E il vocabolario utilizzato nel confronto ne ha tratto beneficio. Due anni fa Mario Bruno e Pd hanno litigato violentemente e si sono presentati alla città divisi su tutto, a iniziare dalla visione del futuro sviluppo della città. Oggi sembra essere proprio quella la distanza che, a furia di passare insieme le notti insonni, tra documenti, contatti e incontri, a piccoli passi si sta colmando più rapidamente. Da Maria Pia e altri grandi temi di sviluppo urbanistico alle strategie di sviluppo economico, la linea del Pd potrebbe contribuire in dose massiccia al rilancio programmatico dell’attività di governo cittadino. In cambio escono definitivamente di scena dal confronto termini come fallimento, azzeramento, stampella, maggioranza numerica e viene meno quel clima da regolamento di conti che per mesi ha impedito all’accordo di fare grandi passi avanti. In pratica, una volta che si troverà l’accordo sui grandi temi, Mario Bruno dichiarerà che con l’ingresso del Pd in maggioranza si inaugura una nuova fase programmatica, che l’innesto dei due consiglieri democratici non è un puro fatto numerico – una necessità, diciamo – ma la scelta di poter contare su un partito che in città ha saputo rinnovarsi nella classe dirigente e nei contenuti. In cambio, nessuno gli chiederà più di dover ammettere pubblicamente che ha fallito e che l’alleanza del 2014 non è andata, ma solo che c’è bisogno di nuova linfa. Anche gli altri alleati saranno accontentati perché non si parlerà più di azzeramento, ma di rivisitazione complessiva degli assetti di governo. Cose tipo assessorati e altre cariche che andranno riviste. Dettagli, appunto. Particolari che sembrano piccoli, ma che potrebbero anche far saltare un accordo mai così vicino.

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