Da tre stelle a residenza per i senza tetto

L’inesorabile declino dell’albergo di Fertilia, chiuso dal 2011, poi abbandonato e mai riqualificato

ALGHERO. Un albergo classificato con “tre stelle” che riusciva attraverso una vista panoramica mozzafiato, e la cortesia del personale che lo gestiva, a rimediare a una condizione strutturale precaria, figlia della vecchiaia dell'edificio e forse anche della mancanza di adeguate manutenzioni. E' rimasto in attività fino alla conclusione della stagione 2011, novembre, e l'anno successivo non ha riaperto i battenti lasciando una quindicina di dipendenti a casa. L'albergo , poco meno di 50 camere, era gestito dalla Sarda Resorts e per la borgata giuliana rappresentava un punto di riferimento non solo sotto l'aspetto occupazionale. La chiusura e il successivo stato di abbandono hanno determinato negli anni a seguire l'occupazione dello stabile da parte di otto famiglie di senzatetto. Episodio, siamo nel 2014, che ebbe eco nazionale al punto che in occasione di una sua partecipazione a un convegno che si teneva a Sassari, le 8 mamme che avevano occupato il Bellavista vennero visitate dal ministro degli affari regionali Maria Carmela Lanzetta, siamo ai tempi del Governo Letta. Successivamente le famiglie furono oggetto di una ordinanza di sgombero e vennero così sigillati gli accessi all'albergo per evitare nuove occupazioni. Ma nonostante i sigilli lo stabile è stato visitato recentemente da due persone che cercavano di impadronirsi di sanitari e impianti elettrici. Persone che sono state arrestate in flagranza di reato dai carabinieri di Fertilia. L'edificio, che fa parte degli immobili della città di Fondazione, è stato inserito nel piano di rilancio della borgata da un progetto finanziato con due milioni di euro, sostenuto dall'allora presidente della Regione, Renato Soru. Ma a distanza di anni le uniche attenzioni per l'ex albergo sembrano quelle degli incendiari della notte scorsa. Per quanto riguarda la pineta dell'ex campo Rom dell'Arenosu, da quando le famiglie nomadi sono state sistemate in case di civile abitazioni, siamo all'inizio del 2015,doveva partire la bonifica del sito, sia con la rimozione delle tonnellate di materiali e sia con una indagine geologica in quanto si teme anche un inquinamento del sottosuolo. Ma anche in questo caso l'unico intervento pare essere quello delle fiamme appiccate a ridosso dei rifiuti.

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