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Alghero

Cumuli di posidonia, ad Alghero in ritardo la pulizia delle spiagge

di Gianni Olandi
Cumuli di posidonia, ad Alghero in ritardo la pulizia delle spiagge

Sul litorale sono presenti montagne di alghe. Il Comune per ora ha rimosso solo i rifiuti ordinari

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ALGHERO. La pulizia delle spiagge per la stagione 2016 sta registrando un rallentamento soprattutto in riferimento a quanto avvenuto lo scorso anno quando, in questo periodo, gli arenili erano gia stati sottoposti a un intervento radicale di pulizia. I lavori sono cominciati ma non sono entrati nella fase operativa vera e propria. Si è proceduto finora alla rimozione dei rifiuti ordinari, plastica, bottiglie, lattine, tutto ciò che solitamente le mareggiate invernali scaricano sulla battigia.

L'intervento vero e proprio di rimozione delle alghe, di un primo accantonamento e successivo trasferimento in siti marginali alla spiaggia, non è ancora cominciato nonostante con l'inizio della stagione dei charter le strutture ricettive sulla costa e in città registrano già una buona presenza di turisti, come testimoniano in particolare le spiagge della litoranea che dalla città conduce a Fertilia.

Un ritardo che sembrerebbe determinato da procedure di tipo burocratico legate alla rimozione della posidonia spiaggiata. Un problema datato che ancora è oggetto di contenzioso e di competenze di diversi riferimenti istituzionali e quindi sottoposto alla lenta procedura della burocrazia pubblica capace di ritardare provvedimenti assunti per tempo e da attuare quindi con la massima urgenza.

Sulla questione alghe c'è ormai una letteratura imponente alla quale non mancano perfino soluzioni di tipo tecnico che non vengono praticate come l'utilizzo delle stesse in agricoltura e perfino nell'edilizia (realizzazione di pannelli). Scelta quest'ultima adottata, per fare un esempio, dalla Cantina di Santa Maria La Palma che ha utilizzato proprio pannelli realizzati con alghe e lana di pecora per riqualificare il proprio centro commerciale della sede storica nella borgata della Nurra.

Ma a margine degli utilizzi delle alghe per scopi diversi, resta sempre il problema che i primi turisti andranno a prendere la tinnarella su arenili ancora non riordinati ed accoglienti. Qualche gestore di stabilimento balneare e qualche albergatore, almeno per i propri spazi, hanno adottato la scelta del “ fai da te “ in modo da rendere più confortevole per la clientela, locale e turistica, la propria concessione demaniale.

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