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Alghero

Sogeaal: «Licenziamenti legittimi»

di Gian Mario Sias
Sogeaal: «Licenziamenti legittimi»

ALGHERO. «Esistono evidenze che la società ritiene di una gravità tale da non poter essere rimediata con sanzioni più tenui». Il consiglio di amministrazione di Sogeaal mette i puntini sulle “i”. La...

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ALGHERO. «Esistono evidenze che la società ritiene di una gravità tale da non poter essere rimediata con sanzioni più tenui». Il consiglio di amministrazione di Sogeaal mette i puntini sulle “i”. La vicenda che ha portato al licenziamento di due dipendenti della società di gestione dell’aeroporto di Alghero non può essere lasciata in balìa di strumentalizzazioni. «Per Sogeaal le proprie vicende disciplinari sono un tema di esclusiva rilevanza interna – spiegano il presidente Carlo Luzzatti e gli altri amministratori – ma quando assumono rilevanza di cronaca, pur a dispetto dell’assoluta riservatezza dell’azienda, bisogna contribuire a una corretta valutazione dei fatti». I licenziamenti di Miriam Loriga e di Camillo Pittalis, ai quali Sogeaal addebita comportamenti lesivi degli interessi societari, sono gli ultimi di tredici in sei anni. Dal furto alle false malattie, dalla contraffazione di documenti all’assenteismo, dall’insubordinazione alle violenze nei confronti di colleghi, sino all’infedeltà aziendale, «in tutti i casi sono ragioni indiscutibilmente più gravi di quelle da “furbetti del cartellino” per le quali il decreto Madìa ha introdotto il “licenziamento rapido” nel comparto pubblico», è la premessa. Non solo: esclusi gli ultimi due casi, per i quali la vicenda giudiziaria è solo all’inizio, «Sogeaal ha avuto ragione dieci volte su undici – ricorda il cda – addirittura in due casi sono stati gli stessi dipendenti a rassegnare le dimissioni». A non quadrare, ai piani alti dell’aeroporto, è che «queste iniziative, che tutelano chi lavora onestamente, di solito vengono encomiate, supportate e portate al plauso dell’opinione pubblica». Ma se c’è di mezzo la Sogeaal, è la convinzione dei suoi amministratori, «vengono additate come episodi di “cattiva amministrazione” da segnalare alla Corte dei conti, preannunciando roventi “battaglie legali” al riguardo». Il paradosso, nel caso di Loriga e Pittalis, «è che a farlo non sono gli interessati, il che sarebbe comprensibile, ma il segretario regionale della Filt Cgil».

Il riferimento è ad Arnaldo Boeddu, che ha duramente criticato il provvedimento e annunciato l’impegno del sindacato e del suo ufficio legale su tutti i fronti. «Tanta personale proattività non è spesa in soccorso di operai o impiegati, ma di un ex direttore della società e, in questi ultimi due casi, di due funzionari che erano tra i suoi più stretti collaboratori», è l’attacco frontale di Luzzatti e degli altri.

Secondo il cda, «il segretario non ha adoperato allo stesso modo prima del 2010, sebbene fosse onnipresente in azienda, altrimenti si sarebbe accorto, e avrebbe potuto segnalarlo alle alte Corti come episodio di “cattiva amministrazione”, della distribuzione da parte dell’allora direttore di oltre un milione di euro di premi a se stesso e a pochi altri, tra cui i due che il segretario oggi difende pubblicamente, mentre la società accumulava passivi per oltre 26 milioni di euro». Agli amministratori di Sogeaal dispiace «non aver registrato altrettanto rigore per i licenziamenti effettuati dall’allora direttore, conclusi con severe condanne per mobbing e risarcimenti per centinaia di migliaia di euro che pesano sui bilanci della società». La guerra, insomma, continua.

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