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Alghero

Alghero, il truffatore seriale inganna anche un’imprenditrice

di Gian Mario Sias
Al centro del raggiro l'acquisto di un furgone per il trasporto di alimenti
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Al centro del raggiro l'acquisto di un furgone per il trasporto di alimenti

L’uomo, molto conosciuto in città, ha colpito anche a Ittiri, Olmedo e Abbasanta. L’ultima vittima è un’ algherese che ha visto sparire 11mila euro

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ALGHERO. L’apparenza inganna. Bei modi e grande eloquio. Non un grandissimo uso della lingua italiana, ecco, ma una capacità innata di convincere le persone. Di abbindolarle. Tra foto di sua figlia esibite al primo appuntamento e racconti in cui si mette a nudo, stabilendo un livello di confidenza tale da indurre l’interlocutore a fidarsi. Per non parlare di quell’aria da uomo buono e tranquillo. E l’innata simpatia che ispira la benevolenza di donne e uomini, che gli permette di frequentare una montagna di persone, di avere tantissimi giri di amici e conoscenti. Tutto grasso che cola, per lui e per le sue intenzioni, perché quell’identikit da brava persona ritorna troppe volte.

Prima nei racconti delle sue vittime, poi in una serie di denunce che inizia a farsi piuttosto consistente. Il cerchio delle forze dell’ordine si stringe intorno a M. S., 52 anni a fine mese, di Alghero. Dalla Questura di Bologna alla Procura di Sassari, passando per Alghero, Ittiri, Olmedo e Abbasanta: la lista delle persone che non gli danno più credito, in ogni senso, è sempre più lunga. Anticipi in contanti incassati per compravendite mai completate, restituzioni parziali di denaro a spese di altre ignare vittime, per tenere a bada i creditori più incattiviti. Un giro da decine di migliaia di euro solo quest’estate.

Ma è solo la punta dell’iceberg: man mano che la vicenda viene a galla, i casi scoperti aumentano. Gli errori di gioventù, per cui ha già pagato un conto con la giustizia, non gli sono serviti da lezione. E neanche il fatto di essere riuscito a farsi una famiglia l’ha aiutato a cambiare marcia. Anzi, quell’esistenza al di sopra delle sue possibilità l’ha spinto sempre più in là, lungo una serie infinita di millanterie ha messo nei guai l’imprenditore di Guardia Grande, molto conosciuto ad Alghero e a Sassari, dove bazzica spesso. Dalle sue entrature nel gotha dell’economia sarda agli affari nel settore estrattivo, dal brokeraggio per le principali concessionarie d’auto dell’isola alle amicizie con armatori e politici, l’approccio è sempre identico.

L’ultima commerciante che l’ha denunciato alla Procura di Sassari è una commerciante che opera tra Sassari e Alghero nel settore alimentare. Una attività che cresce, una reputazione sempre più forte, un giro di affari che inizia ad attirare l’attenzione anche di qualche attività alberghiera, che contatta la donna per la propria fornitura. Serve un furgoncino coibentato, per trasportare i prodotti dai propri laboratori agli alberghi che intanto iniziano ad aumentare. Qui entra in scena l’intermediario di Guardia Grande. La commerciante si rivolge a lui, che propone immediatamente l’affare, un furgone proveniente dal Nord Italia. Pagamento in contanti per ottenere lo sconto, documentazione a fine operazione, assicurazione, passaggio di proprietà, scaffalature realizzate là dove il veicolo si trova materialmente. Sempre per far risparmiare l’amica, si intende.

Insomma, un “pacco” da 11mila euro per un furgone che non ha mai varcato il Tirreno e che forse non è mai esistito, se non nella fervida immaginazione del broker, abile a conquistare il prossimo e a rendere credibili i suoi racconti anche attraverso finte telefonate all’amico politico influente. L’ultimo escamotage sarebbe la restituzione parziale dei soldi ai truffati più arrabbiati, quelli che lo denunciano o che lo delegittimano pubblicamente. Ma quei soldi, purtroppo, sono solo il provento dei “veri affari” promessi a qualcun altro. Ma ora i suoi giochetti potrebbero finire una volta per tutte.

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