Primo finanziamento per la riqualificazione dello stagno di Calich

Le risorse passano per la Rete Transfrontaliera delle Lagune Sarà così possibile eliminare il fenomeno della marea gialla

ALGHERO. La soluzione per la marea gialla arriva da Bruxelles. Facendosi capofila di Retralags, la Rete transfrontaliera delle lagune, dei laghi e degli stagni, il Comune di Alghero ambisce a una parte del finanziamento da quasi 3milioni di euro complessivi destinati a risolvere una volta per tutte uno dei problemi ambientali e d’immagine con cui la Riviera del corallo ha dovuto fare i conti da alcuni anni a questa parte. L’alleanza siglata con il Comune di Massarossa, il Comune di Orbetello, il Centro italiano di ricerca e studi per la pesca, la Provincia di Lucca, l’Ifremer Ifr, il Departement de la Haute-Corse e il Departement du Var servirà per stabilire una governance integrata di tutela del patrimonio di lagune e laghi, per instaurare collaborazioni nel campo della ricerca e per valorizzare il patrimonio naturale e culturale delle lagune presenti nei territori coinvolti. L’iniziativa portata avanti dall’assessore dell’Ambiente, Raniero Selva, con il settore Politiche comunitarie, della cui responsabilità politica è titolare il sindaco Mario Bruno, è stata annunciata nei giorni scorsi in un convegno promosso dalla delegazione cittadina dell’Institut d’Estudis Catalans, dedicato al tema della “Fitodepurazione applicata alla riqualificazione dei corpi idrici naturali”. L’appuntamento ha richiamato ad Alghero esperti nazionali e internazionali. Tutti al capezzale del Calich, che da anni tenta di trasformarsi in una risorsa ma che per ora continua a rappresentare una grana. La parte di quei 2milioni e 700mila euro che arriveranno dalla cooperazione transfrontaliera, ambito su cui Alghero ha sempre operato con risultati eccellenti, dovrebbe superare il mezzo milione. I soldi serviranno per finanziare il Contratto di laguna, attraverso cui si tenterà di eliminare una volta per tutte la “marea gialla” intervenendo alla radice, con una serie di opere che miglioreranno la gestione del Calich e limiteranno i danni prodotti dall’aumento sconsiderato dei carichi idrici sulla laguna. I settori Ambiente e Programmazione lavorano a questo obiettivo da oltre un anno, da quando nel luglio del 2015 l’idea del contratto ha avuto il via libera del Ministero dell’Ambiente. Un nome singolare attraverso cui la burocrazia ministeriale individua soggetti, azioni e risorse ricompresi in un piano d’azione per tutelare l’ambiente, salvaguardare il territorio da rischi idraulici, gestire le risorse idriche e valorizzare i territori lacustri. Nel progetto sono coinvolti tutti i territori che in qualche misura hanno a che fare con il “sistema Calich”, da Sassari a Ittiri, da Olmedo a Putifigari, da Uri a Villanova Monteleone.

Insieme agli enti regionali competenti in tema di salvaguardia ambientale, fa parte della sfida anche il Parco naturale regionale di Porto Conte. Alla stesura del contratto di laguna hanno partecipato i massimi esperti nazionali di programmazione strategica in tema di gestione delle risorse idriche.

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