La Nuova Sardegna

Alghero

ex caserma

Via Simon, anniversario polemico

di Gian Mario Sias

ResPubblica celebra 3 anni di autogestione, FI critica la giunta

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ALGHERO. «ResPublica celebra tre anni di lotta e autogestione, ma lotta contro chi, se l’ex caserma di via Simon gli è stata “regalata” dal Comune?». Lo chiedono i consiglieri comunali di Forza Italia, Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Pais, col coordinatore cittadino del partito, Andrea Delogu. Avendo letto delle manifestazioni organizzate dal collettivo per i tre anni all’interno dello spazio avuto in concessione dal Comune, chiedono pubblicamente chiarimenti. Perché, inutile nasconderlo, il progetto del Distretto della creatività non decolla. Nata per formalizzare uno stato di fatto, l’idea di dare casa nell’ex caserma a realtà troppo diverse tra loro non ha funzionato. Le divisioni tra le varie associazioni iniziano a emergere anche pubblicamente, e anche nella maggioranza affiorano malumori e musi lunghi, anche tra quelli che avevano sposato la causa con convinzione. “ResPublica” nei giorni scorsi ha celebrato il suo terzo anniversario in via Simon con una serie di manifestazioni dedicate, testualmente, ai tre anni di lotta e autogestione. «Non siamo contro la realizzazione in città di spazi di aggregazione sociale», è la premessa di Delogu, Pirisi, Camerada e Pais. «Anzi, siamo favorevoli a destinare gli immobili comunali per appuntamenti culturali e di svago – proseguono – e a garantire spazio alle tante associazioni cittadine, a partire da quelle impegnate ad aiutare le categorie più deboli». Ecco perché, «non siamo contro le attività di “ResPublica”», precisano, anche se «c’è da fare dei distinguo». Il fatto più grave, per loro, «è la scelta dell’amministrazione di destinare un immobile di estremo pregio, in pieno centro storico, alle saltuarie manifestazioni di una porzione molto minoritaria delle realtà associative cittadine». In una struttura per cui «sono stati spesi tanti soldi pubblici, tanto che della vicenda si stanno occupando la Procura della Repubblica di Sassari e l’Autorità nazionale anticorruzione», avvertono. Forza Italia non vuole strumentalizzazioni. «Non giudichiamo nessuno, ma è sbagliata la scelta di destinare l’immobile a scopi parziali», insistono, tanto per chiarire il destinatario delle loro doglianze. Il bando avrebbe dovuto dare il “la” a un percorso virtuoso, a un modello da esportare. «Quello stabile è in condizioni precarie e manca di servizi necessari per garantire una normale e regolare fruizione», dicono gli autori della protesta. «Per proporre musica, arte, cinema e teatro, quel è il meno adatto dei tanti immobili comunali che si potevano mettere a disposizione delle associazioni», dichiarano, prima di sferrare l’ultimo affondo. «Con un bando farlocco si è cercato di nascondere un fallimenti dietro le reali necessità delle associazioni – concludono – ancora l’ex caserma è destinata solo a pochi fortunati che non l’hanno occupata, ma gli è stato “gentilmente concesso” senza troppo sforzo, alla faccia delle associazioni che veramente hanno bisogno di spazi adeguati per le loro attività».

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