La Nuova Sardegna

Alghero

L’ex caserma è il Distretto della Creatività

L’immobile di via Simon assegnato alle associazioni. La contrarietà dei consiglieri di Forza Italia

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ALGHERO. L’ex caserma dei carabinieri di via Simon continuerà a chiamarsi Distretto della creatività, come prevede l’iter che ha portato alla sua assegnazione agli attuali inquilini. Ma avrà anche un sottotitolo, Casa delle associazioni, per rimarcare che lo spazio è di tutti quelli che hanno aderito al progetto del Comune e hanno firmato con il segretario generale del Comune, Luca Canessa, il contratto di affidamento. Per i detrattori continuerà a rappresentare «un regalo fatto a pochi», o «un esempio di cattiva gestione del patrimonio pubblico», per dirla con Forza Italia. Per quelli che lì operano da tre anni, resterà ResPublica, ossia la sede della rete di associazioni e collettivi che nel maggio 2014 ricevettero le chiavi da Architettura e si insediarono nei vecchi uffici, proclamandone l’autogestione. Nonostante la firma dell’accordo, la situazione non è idilliaca. Lo confermano i musi lunghi e i malumori di numerose associazioni che si sentono ai margini del progetto e vorrebbero tornare indietro. Una situazione che riaccende la polemica tra Porta Terra e via Columbano. «Firmato il contratto di comodato d’uso e gestione dei locali con Malerbe – Casa di autoproduzione, Associazione sarda contro l’emarginazione onlus, Circolo culturale artico, Lipu, Rete delle donne, Unicef e Università della terza età», annuncia il Comune. «L’amministrazione piange miseria e punta il dito contro la Regione, ma gestisce il patrimonio pubblico senza oculatezza, in termini economici e di servizio alla città», dicono il coordinatore cittadino di Forza Italia, Andrea Delogu, e i consiglieri comunali Maurizio Pirisi, Nunzio Camerada e Michele Pais. «L’ex caserma è affidata in comodato a un gruppo di associazioni perché svolgano attività non sempre a titolo gratuito», dicono.

Un equivoco che per Fi deriva «dall’oscura vicenda dei rapporti con Architettura e dalla scelta di cedere le chiavi dell’immobile ad alcuni fortunati che poi si sono costituiti in associazione e hanno rivendicato la disponibilità degli spazi». Secondo gli azzurri è «un percorso tortuoso e nebuloso, che ha portato a cedere lo stabile a poche associazioni guidate da chi venne accusato di aver occupato l’immobile, salvo poi sapere che gli fu ceduto gratuitamente con un accordo più o meno palese tra Architettura e Comune». Di certo, conclude Forza Italia, «l’attuale destinazione è distante dall’originario progetto di un vero Distretto della creatività». Su questo concordano molti anche in maggioranza. (g.m.s.)

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