Caso Usai, la minoranza attacca
di Gian Mario Sias
Pais (Forza Italia): dimettiamoci tutti. Ncd, Psd’Az e Patto civico: Bruno debole
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ALGHERO. «Compiamo tutti un atto d’amore nei confronti della città, dimettiamoci e leviamola dall’imbarazzo». A pronunciare quella parola che per ora è rimasta fuori dalle porte scorrevoli di Porta Terra è Michele Pais. Il più acceso dei consiglieri comunali di Forza Italia è durissimo e ha paura che la situazione si normalizzi, come se niente fosse.
Così, mentre si susseguono i confronti in casa Udc e quelli aperti a tutta la maggioranza, Pais cerca di tenere alta l’attenzione, nella speranza che il terremoto giudiziario per cui sono finiti ai domiciliari il vicesindaco Antonello Usai, il dirigente Giansalvo Mulas e l’impiegato Giancarlo Chessa possa tramutarsi nel capolinea politico di Mario Bruno e dell’attuale amministrazione.
Non sarà così, non a stretto giro di posta, anche se i malumori nei confronti del sindaco in casa scudocrociata aumentano: il modo in cui Bruno ha preso le distanze da Usai e dall’intera vicenda delle presunte irregolarità compiute nell’assegnazione del campo di Maria Pia alla Associazione polisportiva dilettantistica Antonello Cuccureddu 1969 ha fatto storcere il naso a molti.
Sicuramente a Usai, che già considerava conclusa questa esperienza e che ora ha difficoltà a tenere a bada i suoi. Se si andrà avanti, è solo per attendere che lo stesso Usai possa avere un ruolo attivo nella gestione di questa delicatissima fase.
«Come si fa a condurre un’amministrazione in queste condizioni? Ma non ci si rende conto che si fanno solo dei gravissimi danni alla nostra città?», chiede Pais. Da qui l’invito a tutti. «Non anteponiamo le ragioni della nostra reputazione o carriera politica al bene di Alghero e dei suoi cittadini, che non se lo meritano – conclude – dimettiamoci tutti, io sono pronto a farlo».
Non meno sferzanti le critiche di Nuovo Centrodestra, Psd’Az e Patto civico. «Il sindaco, senza Usai, si sentirebbe più sicuro della propria forza politica e amministrativa, ma così non è – dicono – senza Usai, Bruno è più debole, come attesta il tentativo di sostituire nel più breve tempo possibile il vicesindaco con un altro esponente dell’Udc per assicurarsi comunque il sostegno dei consiglieri scudocrociati, come se nulla fosse accaduto».
Secondo i tre movimenti dell’opposizione, «l’Udc ha fatto bene a non cedere sinora alle lusinghe del sindaco». Anche in politica, alla fin fine, «il rispetto per le persone è un elemento fondamentale per guadagnare la stima e la considerazione di tutti – insistono – e spartire oggi il patrimonio politico di Antonello Usai sarebbe davvero poco rispettoso». Ebbene, è la loro convinzione, «il sindaco preferisce mostrare i muscoli, far finta di nulla e approfittare del marasma per far rientrare silenziosamente e in giunta l’ex assessora Gabriella Esposito, le cui dimissioni assumerebbero così contorni davvero strani».
L’unica spiegazione che Ncd, Psd’az e Patto civico sanno dare a quello che sta succedendo è che «l’unico obiettivo di Bruno è quello di rimanere sindaco».
Così, mentre si susseguono i confronti in casa Udc e quelli aperti a tutta la maggioranza, Pais cerca di tenere alta l’attenzione, nella speranza che il terremoto giudiziario per cui sono finiti ai domiciliari il vicesindaco Antonello Usai, il dirigente Giansalvo Mulas e l’impiegato Giancarlo Chessa possa tramutarsi nel capolinea politico di Mario Bruno e dell’attuale amministrazione.
Non sarà così, non a stretto giro di posta, anche se i malumori nei confronti del sindaco in casa scudocrociata aumentano: il modo in cui Bruno ha preso le distanze da Usai e dall’intera vicenda delle presunte irregolarità compiute nell’assegnazione del campo di Maria Pia alla Associazione polisportiva dilettantistica Antonello Cuccureddu 1969 ha fatto storcere il naso a molti.
Sicuramente a Usai, che già considerava conclusa questa esperienza e che ora ha difficoltà a tenere a bada i suoi. Se si andrà avanti, è solo per attendere che lo stesso Usai possa avere un ruolo attivo nella gestione di questa delicatissima fase.
«Come si fa a condurre un’amministrazione in queste condizioni? Ma non ci si rende conto che si fanno solo dei gravissimi danni alla nostra città?», chiede Pais. Da qui l’invito a tutti. «Non anteponiamo le ragioni della nostra reputazione o carriera politica al bene di Alghero e dei suoi cittadini, che non se lo meritano – conclude – dimettiamoci tutti, io sono pronto a farlo».
Non meno sferzanti le critiche di Nuovo Centrodestra, Psd’Az e Patto civico. «Il sindaco, senza Usai, si sentirebbe più sicuro della propria forza politica e amministrativa, ma così non è – dicono – senza Usai, Bruno è più debole, come attesta il tentativo di sostituire nel più breve tempo possibile il vicesindaco con un altro esponente dell’Udc per assicurarsi comunque il sostegno dei consiglieri scudocrociati, come se nulla fosse accaduto».
Secondo i tre movimenti dell’opposizione, «l’Udc ha fatto bene a non cedere sinora alle lusinghe del sindaco». Anche in politica, alla fin fine, «il rispetto per le persone è un elemento fondamentale per guadagnare la stima e la considerazione di tutti – insistono – e spartire oggi il patrimonio politico di Antonello Usai sarebbe davvero poco rispettoso». Ebbene, è la loro convinzione, «il sindaco preferisce mostrare i muscoli, far finta di nulla e approfittare del marasma per far rientrare silenziosamente e in giunta l’ex assessora Gabriella Esposito, le cui dimissioni assumerebbero così contorni davvero strani».
L’unica spiegazione che Ncd, Psd’az e Patto civico sanno dare a quello che sta succedendo è che «l’unico obiettivo di Bruno è quello di rimanere sindaco».
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