Spazio T lascia la Pivarada e invade tutta la città
di Gian Mario Sias
Il primo centro culturale autogestito si trasforma in un “circolo diffuso” Una scelta obbligata ma continuerà l’attività di formazione nelle scuole
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ALGHERO. Spazio T chiude i battenti. Il primo centro culturale autogestito e autofinanziato di Alghero molla la sua sede. Dopo oltre sei anni in via La Marmora e pochi mesi in via Amsicora, alla Pivarada, lontano dal centro cittadino e dai soliti circuiti intellettuali, attori, registi e operatori culturali del centro di produzione teatrale, laboratorio artistico e scuola di formazione decidono di cambiare pelle. Sì, perché in realtà la scelta dei fondatori Chiara Murru e Maurizo Pulina e degli altri soci che negli anni si sono uniti a loro non è un addio. «Spazio-T cambia pelle», è l’annuncio. «A pochi mesi dalla sua inaugurazione, l’associazione lascia la sede di via Amsicora, che aveva eletto come domicilio della scuola di teatro e del centro culturale autogestito e autofinanziato», comunicano. «Esigenze economiche e professionali ci hanno indotto a rinunciare a uno spazio fisico», spiegano. Tuttavia, come detto, «non è una resa, ma la volontà di dedicarci all’attività attoriale e di produzione, impegni che ci costringono sempre più frequentemente fuori dallo spazio e rendono insensate le spese sostenute». La riflessione ha portato a immaginare lo Spazio T come «un circolo culturale “diffuso”, libero da una fissa dimora». Cambierà quasi tutto, ma alcune cose resteranno. «Continuerà l’attività di formazione nelle scuole di ogni ordine e grado». Per il resto lo spazio culturale «chiude per aprirsi alle tante esigenze e richieste che partono da Alghero ma ci spingono e ci stimolano a esplorare anche altri luoghi e nuove opportunità». Quanto al suo ruolo nel tessuto sociale e culturale cittadino, «Spazio T si trasforma e si mette a disposizione della città, ritenendo ormai limitante circoscrivere la propria attività a un luogo». Per non essere per niente ipocriti, attori, autori, produttori e registi riconoscono che «in qualche modo questa scelta segna la fine di un’esperienza». Al termine della quale ringraziano chi «in questi sette anni ha sostenuto e condiviso l’impegno per lo sviluppo del primo centro culturale di Alghero». Qualche inquietudine questa conclusione però la lascia. L’idea che Alghero perda lo Spazio e ciò che ha rappresentato in termini sociali e culturali ripropone l’urgenza di discutere di spazi e di politiche per l’arte, la cultura e la creatività in città. Tutte questioni che sollevano per primi quelli di Spazio T dalla pagina facebook del collettivo. Così il cambiamento è l’occasione per rilanciare. «Partiamo da una riflessione sulla gestione del bene comune, non solo come spazio fisico», annuncia Spazio T. Il dibattito è aperto.
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