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Alghero, annullata la seduta del Consiglio

Alghero, annullata la seduta del Consiglio

Dopo il passaggio dell’Udc all’opposizione, Bruno deve trovare la maggioranza entro il 12 settembre

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ALGHERO. Il primo passo verso le dimissioni “pilotate” è l’annullamento della convocazione per la seduta del consiglio. Chiamati a esprimersi sul rendiconto di gestione dello scorso anno, gli inquilini di via Columbano riceveranno in queste ore la notizia che possono anche stare comodamente a casa. L’ha deciso la doppia adunata della coalizione che fu di maggioranza, e che sostiene l’amministrazione guidata da Mario Bruno. Orfani ormai definitivamente, ufficialmente, dichiaratamente e inequivocabilmente dell’Udc, che ha ritirato anche l’appoggio esterno e ha annunciato il passaggio all’opposizione, i consiglieri di centrosinistra, i rappresentanti di spicco dei movimenti e delle liste che rappresentano, ciò che rimane della giunta e il sindaco si sono incontrati sabato a tarda sera e ieri notte. Alla fine del faccia a faccia in due tempi si è deciso di rallentare e di prendersi tutto il tempo concesso dalla legge e dalla Regione. Il termine ultimo fissato da Cagliari per l’approvazione in aula del documento contabile – a partire dal quale lo scudocrociato ha dato luogo a un’accelerazione incredibile, che ha di fatto aperto una fase di crisi che attraverserà l’intera estate – è fissato per il 12 settembre. Se a quella data non ci sarà una maggioranza pronta a votare in aula l’ok al consuntivo, l’esperienza di Bruno alla guida della città potrà dirsi definitivamente cancellata. Ma l’ipotesi, pubblicamente caldeggiata da alcune frange dell’opposizione ma non da altre, non è così solida come potrebbe far pensare il precipitare degli eventi delle ultime settimane. Bruno e i suoi hanno deciso di rinviare il confronto consiliare al 18 agosto. In questo modo il sindaco si prende una ventina di giorni di riflessione senza doversi formalmente dimettere. Prende tempo e si porta avanti, insomma, perché se per quel giorno non dovesse trovare i numeri, le dimissioni sarebbero un atto dovuto. E già stabilito dal cronoprogramma stilato ieri dalla coalizione per cercare di tirarsi fuori dalle sabbie molli di una crisi che sembra quasi sistemica più che politica, a voler sinteticamente rianalizzare i tre anni di amministrazione Bruno e il suo rapporto con l’Udc e con i numeri in consiglio. Dal 18 agosto al 12 settembre, poi, Bruno avrebbe venti giorni di tempo per ragionare con altre forze disposte a condividere la responsabilità del governo cittadino, per ritirare le dimissioni e per ripresentare in aula il rendiconto. Dove troverà i numeri? Il dibattito, e le scommesse, sono aperte. (g.m.s.)

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