La Nuova Sardegna

Alghero

I Riformatori pronti a salvare Bruno

di Gian Mario Sias
I Riformatori pronti a salvare Bruno

La proposta è un’amministrazione controllata di larghe intese per evitare il commissariamento

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ALGHERO. Sembra una boutade quasi estemporanea, provocatoria, da parte di chi in fondo, non essendo presente in consiglio, invita gli altri a sporcarsi le mani e può stare a osservare l’effetto che fa. In realtà è molto di più. È la formalizzazione di un accordo politico a tempo determinato. In nome della comune volontà di scongiurare il commissariamento di Porta Terra. I Riformatori di Alghero vengono allo scoperto. «Mettiamo la giunta Bruno in amministrazione controllata», propongono i vertici cittadini del partito che ad Alghero annovera anche il segretario regionale, Pietrino Fois.

Il motivo di una posizione così singolare, che giunge nuova, è espressa chiaramente. «Bocciamo in toto l’azione amministrativa di Bruno – dicono – ma non possiamo non esprimere contrarietà all’ulteriore arrivo di un commissario».

Fatta la debita premessa, ecco la proposta che spacca in due quasi tutti i partiti di opposizione. «Diamo vita a una “amministrazione controllata” transitoria, composta da tutte le forze presenti in aula, con ampio spettro di rappresentanza – è l’idea – sulla carta oggi Bruno, a seguito delle defezioni, rappresenta pochissimi elettori, così facendo si restituirebbe dignità all’aula attraverso la realizzazione di quattro o cinque punti di interesse generale concordati e garantiti da un “patto di fine legislatura”».

A scambiare una sparata del genere per una provocazione ci vuole poco, tanto più che i Riformatori non sono rappresentanti in consiglio comunale – anzi, alle elezioni del 2014 non si erano presentati proprio – e quindi sarebbero totalmente disimpegnati rispetto a questo patto di fine legislatura che propongono a Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Pd, M5S, Gruppo misto di opposizione e Udc. Invece no. Invece il progetto è serio. I Riformatori e Mario Bruno ci stanno già lavorando. Nel partito di Pietrino Fois, Francesco Marinaro, Alberto Zanetti, Giancarlo Spirito e Alessandro Balzani, tanto per citare qualche pezzo da novanta, non tutti fanno i salti di gioia. E nella coalizione che ancora sostiene la giunta e il sindaco l’idea non scalda gli animi. Ma i Riformatori sono pronti ad assumersi la responsabilità di governo della città e quel che resta della maggioranza non è minimamente intenzionata ad abdicare proprio ora che, è la tesi prevalente dai banchi di centrosinistra, «è il momento di raccogliere i frutti della programmazione di questi primi tre anni di mandato».

Per dare concretezza al sodalizio, il primo segnale sarebbe l’ingresso in maggioranza dei Riformatori. Come? Con le dimissioni di Linda Oggiano e l’ingresso in consiglio di Giuseppe Foddai. La consigliera eletta nella lista dell’Upc, che “ospitava” anche l’Idv, pochi mesi dopo le elezioni del 2014 si è trasferita a Roma per esigenze familiari e lì vive tutt’ora. La sua lontananza ha rappresentato un problema per il sindaco e per la coalizione. Ha sempre evitato le dimissioni proprio perché Giuseppe Foddai, primo dei non eletti nella sua stessa lista e già coordinatore cittadino del Cd, nel febbraio 2016 ha aderito ai Riformatori. Ora questo fatto non rappresenta più uno spauracchio. Anzi, segna l’avvio di una nuova alleanza. A tempo e di scopo. Due anni al massimo. Per evitare il terzo commissariamento in 5 anni. La caccia alle colombe dei partiti di opposizione è aperta.

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