La Nuova Sardegna

Alghero

Serrande abbassate contro la crisi

di Gianni Olandi
Serrande abbassate contro la crisi

Cadeddu (Confcommercio): «I negozianti chiudono nei mesi invernali per risparmiare sui costi»

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ALGHERO. Un fenomeno indubbiamente preoccupante sta interessando il comparto mercantile locale, storicamente una colonna dell’economia algherese. Si sta registrando infatti una tendenza anomala rispetto a un passato non molto lontano: è in atto un percorso per stagionalizzare quelle attività che restavano aperte tutto l’anno. Si parla del comparto abbigliamento, calzature, articoli da regalo, souvenir , tanto per citare alcuni settori merceologici, investiti non soltanto da una crisi economica generale che evidentemente non riguarda soltanto la Riviera del Corallo, ma da una situazione contingente che da queste parti ha un nome e cognome: i voli invernali delle compagnie aeree low cost e in particolare quelli della irlandese Ryanair. Per avere la sensazione giusta dell’attuale momento economico che il comparto mercantile sta vivendo in città, è sufficiente una passeggiata nelle aree centrali, quelle di maggiore richiamo e frequentazione, per constatare l’impoverimento della clientela, negozi vuoti, molte serrande abbassate, tanti “chiusi per ferie” o “restauro”, frequenti gli annunci di vendita e cessioni di attività.

Più colpito naturalmente è il settore ricettivo e dei servizi. Alberghi che storicamente restavano aperti tutto l’anno ora sono diventati stagionali. Un malessere diffuso quindi che il presidente della locale Confcommercio, Massimo Cadeddu, interpreta così: «I commercianti si stanno difendendo – afferma –; le chiusure invernali stanno rappresentando una soluzione per evitare di mettere a rischio il futuro di aziende realizzate con tanti anni di sacrifici e impegno personale. Stiamo vivendo questa condizione ormai da un paio di anni che nell’inverno in corso è decisamente peggiorata. Confermo che si sta diffondendo il modello stagionale per attività da sempre impegnate 12 mesi all’anno, tranne forse un breve periodo di ferie, ma la capacità di spendita da parte della potenziale utenza oggi è ridotta in maniera considerevole».

È in atto quindi una sorta di autodifesa da parte dei commercianti che contrasta in modo stridente con quel passato abbastanza recente del quale si faceva riferimento in precedenza. In Sardegna infatti Alghero, dopo Cagliari naturalmente, era la località che anche nel corso della stagione invernale veniva considerata “un’isola felice”, capace di offrire anche d’inverno un paio di migliaia di posti letto nel ricettivo tradizionale. Alle situazioni di ordine generale della crisi economica si aggiungono poi elementi di natura locale, come per fare un esempio la chiusura del tribunale e quella, richiesta dal Comune, dell'ufficio del giudice di pace. «Il volume di lavoro realizzato durante la stagione estiva – aggiunge il presidente di Confcommercio – ormai non è più sufficiente ad affrontare il successivo inverno in condizione di ordinaria gestione. Chiudere provvisoriamente l’attività sta diventando l'unico modo per sopravvivere e risparmiare sui costi».

È evidente che in questa situazione a pagare un conto piuttosto salato è anche l’occupazione.



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