La Nuova Sardegna

Olbia

Viabilità in Gallura

Una nuova strada tra Olbia e Tempio: il progetto riparte dopo quindici anni

di Dario Budroni

	Il nuovo tratto realizzato alle pendici di Monte Pino
Il nuovo tratto realizzato alle pendici di Monte Pino

Meno curve e carreggiata più larga: la Provincia avvia lo studio del tracciato

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Olbia Va bene la riapertura di Monte Pino, ma il problema è che l’intera strada che collega Olbia con Tempio ad avere bisogno di una riqualificazione totale. Se ne parla da anni: i due capoluoghi non possono continuare a essere uniti da un tracciato stretto, pieno di curve e in buona parte in rovina. Adesso, però, qualcosa è tornato a muoversi: la nuova Provincia Gallura ha rispolverato uno studio del 2011, ha inserito alcune importanti modifiche e ha avviato l’iter per affidare un nuovo incarico di progettazione. Il presidente della Provincia, Settimo Nizzi, ne ha appena parlato con gli altri sindaci. L’obiettivo è quello di migliorare nettamente condizioni, sicurezza e tempi di percorrenza della provinciale 38 attraverso l’ampliamento della carreggiata e l’eliminazione di curve e incroci a raso più pericolosi, che saranno sostituiti da rotatorie. Insomma, una nuova strada in grado di avvicinare una volta per tutte Alta e Bassa Gallura anche con lo scopo di arginare lo spopolamento delle aree interne.

Nuova strada

Una volta riaperta la strada di Monte Pino, chiusa dall’alluvione del 18 novembre 2013, l’ente di via Nanni ha dato una accelerata al progetto di quella che sarà la nuova provinciale 38. «Lo avevamo promesso in campagna elettorale – ricorda Settimo Nizzi –. Anche se quella di un anno fa non è stata una vera campagna elettorale, perché abbiamo presentato una lista unitaria con l’obiettivo di far rinascere tutti insieme la nostra Provincia. In ogni caso, tra gli obiettivi principali c’era quello di rimettere a posto le strade di nostra competenza. Lo stiamo facendo, ma è logico che per la Olbia-Tempio serva uno sforzo concreto in grado di cambiare una situazione che si trascina da troppo tempo. Abbiamo i soldi per la progettazione e stiamo valutando uno studio di fattibilità che risale al 2011. Lo abbiamo in parte rivisto e, con gli altri sindaci, ci siamo dati qualche giorno di tempo per un nuovo aggiornamento». Insomma, le basi ci sono e così, nel frattempo, la Provincia sta preparando il bando per affidare l’incarico per la progettazione vera e propria. «L’obiettivo è quello di correre, di fare in fretta – prosegue il sindaco di Olbia e presidente della Provincia Gallura –. Non possiamo attendere ancora. Il progetto dovrà essere ancora realizzato, ma abbiamo messo insieme le prime idee. La strada resterà a due corsie, però sarà ben più ampia di quella attuale. Elimineremo le curve pericolose e realizzeremo le piazzole di sosta. Interverremo anche sugli incroci a raso: saranno eliminati e, al loro posto, per quanto riguarda gli accessi più importanti, saranno realizzate le rotatorie. Ma ripeto: faremo di tutto per non perdere tempo e realizzare la nuova strada nel minor tempo possibile. La Provincia si sta dotando anche di una nuova e avanzatissima cartografia. Anche questo ci permetterà di velocizzare l’iter».

L’altra strada

La Gallura attende da decenni una nuova strada tra Olbia e Tempio. Ma lo stesso discorso vale per la Olbia-Arzachena-Palau-Santa Teresa, una delle strade più trafficate della Sardegna e da sempre ridotta a una specie di mulattiera. Qui l’iter è decisamente più complesso, perché riguarda sia il ministero che la Regione (ente commissario di alcuni tratti). L’assessore regionale ai Lavori pubblici Antonio Piu, il 7 agosto in occasione della riapertura della strada di Monte Pino, aveva spiegato che nel 2026 sono avanzate procedure e progettazioni. Lo stesso Piu, però, aveva anche precisato: «Abbiamo ottenuto la Via e siamo in procinto di avviare la conferenza di servizi, dopodiché ci vorrà un importante lavoro sinergico per quanto riguarda le risorse. Non tutte le risorse, infatti, sono presenti all’interno del capitolato e si tratta di un’opera dove tantissimi enti devono rilasciare pareri importanti da un punto di vista ambientale e paesaggistico».

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