Parchi comunali, nessuno li vuole

Neppure una candidatura per la gestione degli spazi verdi pubblici

ALGHERO. Le polemiche tra Natale e Capodanno, con tanto di interrogazioni in consiglio comunale, viavai di comunicati stampa e proroga finale, avevano fatto pensare che dietro a quei bandi per l’affidamento dei parchi “Raffael Caria” e “Baden Powell”, a Maria Pia, chissà che cosa si nascondeva. Nulla, a quanto pare. Tanto che le due gare sono andate deserte. Peccato perché, al netto delle proteste e dei veleni, chi ci perde è di sicuro Alghero: oltre ad aver sprecato soldi nella procedura, deve rinviare la data in cui prenderà corpo un piano di valorizzazione di quei giardini urbani «attraverso la riqualificazione, la riconversione funzionale, la manutenzione ordinaria e straordinaria e la concessione ai privati», per usare le parole con cui il Comune a inizio anno aveva annunciato con enfasi l’avvio della procedura. Chiara Rosnati, che alla causa ecologica dedica ampio spazio della sua attività lavorativa e sociale, ma che ha a cuore il bene comune, su facebook ha proposto una riflessione che andrebbe approfondita. Parlando come responsabile di Ecotoni, cooperativa sociale di tipo B, Rosnati non nasconde la propria amarezza per quel flop non del tutto indolore per le casse comunali e per l’occasione persa di vedere finalmente valorizzate due aree verdi che non hanno mai avuto un gran trattamento. «Queste sono occasioni perdute, si parlava di questi bandi da mesi, tutti attendevamo con trepidazione e il 27 dicembre, nonostante le feste, appena è stata partorita la gara ci siamo attivati immediatamente», racconta Chiara Rosnati. Nonostante il poco tempo, che aveva insospettito il Movimento Cinque Stelle, «abbiamo fatto una ricerca di mercato su attrezzature, strutture e fornitori, ma dato il periodo era impossibile ottenere preventivi da comparare ed elaborare calcoli previsionali attendibili nei tempi utili per la redazione di un Piano economico finanziario credibile, affidabile e realizzabile», insiste la rappresentante di Ecotoni. «Abbiamo ottenuto una proroga, ma l’entusiasmo si è scontrato coi numeri, con quanto richiesto da una gara che interpreta un servizio alla comunità come un business commerciale – afferma – e ci siamo arresi». La delusione è aumentata alla notizia che le due gare erano andate deserte. «Serve una seria riflessione su come vengono impostati i bandi, su cosa l’amministrazione vuole, sugli strumenti da usare – chiude Chiara Rosnati – l’emergenza sociale non può essere trascurata, si ascolti meglio il territorio». (g.m.s.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes