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Alghero, niente ufficio ticket al poliambulatorio: per pagare bisogna fare 2 chilometri

di Gian Mario Sias
Alghero, niente ufficio ticket al poliambulatorio: per pagare bisogna fare 2 chilometri

Gli utenti devono rivolgersi all’ospedale. E nei bar l’Ats non ha attivato ancora il servizio PagoPa

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ALGHERO. Da oltre due anni non si può pagare il ticket nel Poliambulatorio di via degli Orti. Il disservizio costringe gli utenti a paradossali staffette tra il Distretto e l’ospedale. Il disagio, che l’Ats non ha risolto e che per ora non può risolvere nessuno al suo posto, è figlio di un paradosso. Quanto accade nei paraggi del civico 92, dove è ospitato il Distretto sanitario e gli ambulatori specialistici, è l’assurdo di fronte al quale si sta per arrendere Luca Tronci. Barista e ristoratore, 45 anni, di Decimomannu, l’anno scorso si è trasferito ad Alghero, portando nella Riviera del corallo la sua famiglia e la sua esperienza nel settore. Ha investito i suoi soldi in un’attività che oggi, per colpe non sue, non ha più la stessa operatività che aveva immaginato quando ha deciso di scommettere. La sua intuizione era buona dal punto di vista imprenditoriale e molto utile per i cittadini, ai quali consentirebbe di pagare il ticket nel suo bar, proprio di fronte al Poliambulatorio. Stessa via, giusto qualche decina di metri più in là. Solo che il servizio non è attivo e il locale risistemato a nuovo, pulito, grande e confortevole, rischia di trasformarsi in una “cattedrale nel deserto”. La storia di Luca Tronci è quella di tanti che si sono organizzati per consentire ai propri clienti di pagare da loro i servizi della pubblica amministrazione. In Sardegna, nonostante le prescrizioni della Regione, è tutto fermo. Il problema principale è quello che vivono gli utenti degli ambulatori di cardiologia, dermatologia, fisioterapia, fisiatria, ginecologia, neurologia, ortopedia, medicina dello sport, oculistica, odontoiatria, otorinolaringoiatria e logopedia. A prescindere da età, condizione fisica, situazione meteo, ad Alghero può capitare di andare in via degli Orti, prenotare una visita, percorrere due chilometri e duecento metri per pagare il ticket all’ospedale civile di via don Minzoni e tornare agli ambulatori per sostenere la visita specialistica. È un problema assurdo già potendo muoversi con un mezzo, ma per anziani e malati e chiunque va a piedi è una prova di resistenza. Quella che Luca Tronci non intende testare oltre: sta pensando di gettare la spugna e chiudere la serranda. «Ho aperto questo locale, ho aderito al servizio pagoPA, ho fatto un investimento di diverse migliaia di euro più un fondo per l’anticipo dei pagamenti, che ho versato al momento della conclusione dell’accordo», spiega il gestore del Ge Café, il wine bar di via degli Orti 104. «Il servizio pagoPA è attivo in tutta Italia – prosegue – e anche in Sardegna la pubblica amministrazione doveva aderire entro il 1° giugno scorso». I termini siano stati prorogati al 31 dicembre, ma ancora è tutto al palo. «Ho investito perché la mia attività è a 50 metri dal Distretto, dove da più di due anni non esiste l’ufficio ticket», è la chiara spiegazione del motivo per cui quel bar in una zona non centralissima gli era sembrato una buona idea. «Mi hanno spiegato che l’Ats ha preso tempo fino al 1° settembre per aderire a pagoPA – conclude – con mio enorme danno, perché qui non può funzionare senza quel servizio».

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