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Alghero

passaggio di consegne in giunta 

Cacciotto approda in Regione al suo posto torna Cherchi

ALGHERO. Nel centrosinistra sardo c’è anche chi ha vinto. Senza muovere un dito, Mario Bruno esce rafforzato dallo tsunami elettorale di una settimana fa. La debacle del Partito democratico nell’isola...

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ALGHERO. Nel centrosinistra sardo c’è anche chi ha vinto. Senza muovere un dito, Mario Bruno esce rafforzato dallo tsunami elettorale di una settimana fa. La debacle del Partito democratico nell’isola ha spalancato un’autostrada di fronte al sindaco di Alghero, alla ricerca di stabilità per governare la Riviera del corallo ancora per un anno e, soprattutto, per riproporsi come il candidato naturale alle elezioni amministrative del prossimo anno. L’ondata pentastellata, che in città ha raggiunto uno dei suoi apici, non lo ha neanche sfiorato. Anzi, ci sono almeno tre motivi per cui Bruno gioisce. L’azionista di maggioranza del centrosinistra algherese “manda” Raimondo Cacciotto in consiglio regionale. Di estrazione cattolica e democratica, 39 anni, assessore prima dell’Ambiente e poi delle Opere pubbliche, vicesindaco in due differenti fasi, Cacciotto è uno dei giovani “allevati” da Mario Bruno tra Progetto Sardegna, il Partito democratico e la lista civica che l’ha sostenuto nel 2014. Nel collegio del Nord Ovest Sardegna delle regionali di quell’anno, Cacciotto è risultato il secondo dei non eletti del Pd: va a Cagliari grazie all’elezione di Gavino Manca e alle dimissioni di Salvatore Demontis, prossimo direttore generale del Consorzio industriale provinciale. Liberando un posto in giunta, l’ex vicesindaco favorisce il rientro in grande stile di Gianni Cherchi. Il segretario cittadino dell’Upc, predecessore di Cacciotto come titolare delle Opere pubbliche, riprenderà il posto che aveva abbandonato nel 2016, in aperta contestazione col reintegro in maggioranza dell’Udc e all’investitura di Antonello Usai come vicesindaco e assessore dell’Urbanistica e di Marisa Castellini ai Servizi sociali. La pace con l’Upc è un buon segnale per questi ultimi tredici mesi di mandato, anche se in consiglio non sposta granché gli equilibri: ammesso che la consigliera Linda Oggiano decida di seguire Cherchi e di rientrare anche lei in maggioranza, resta il fatto che vive a Roma e spesso è assente, motivo per cui è stata data più volte per dimissionaria. Ma in prospettiva questo allargamento della base significa tanto. Sebbene i numeri in aula dicano altro – e il ricorso alla pratica della seconda convocazione anche per l’approvazione di atti che meriterebbero un consenso più ampio e allargato stia facendo storcere il naso anche molti componenti della maggioranza – al netto di fattori che non dipendono dalla politica e dall’attività amministrativa Mario Bruno dovrebbe arrivare serenamente a fine mandato. Le insidie non mancano, a iniziare dai delicatissimi e per nulla stabili rapporti col Pd algherese. (g.m.s)

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