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Bookcrossing, il progetto stenta a decollare

Bookcrossing, il progetto stenta a decollare

A 2 anni dall’inaugurazione della rete algherese il sistema di scambio di libri è ancora da regolare

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ALGHERO. «Il meccanismo del bookcrossing ancora non funziona, i libri vengono presi ma non vengono riportati, e in cambio dei libri registrati non viene lasciato nulla».

Mario Figoni, medico in pensione e coordinatore di L’AlguerNetwork – Official Bookcrossing Zone, la rete di bookcrossing con cui Alghero aderisce al sistema planetario di scambio gratuito di libri, approfitta della Giornata mondiale del libro per spostare la riflessione oltre i numeri, straordinari, centrati sin qui dall’organizzazione che lui stesso ha messo in moto. “L’Alguer Network Book Crossers”, che si basa sul principio del riciclo e della circolazione libera e gratuita della cultura in città. «Ancora però si scaricano nei carrelli della spesa testi scolastici ed enciclopedie, che non servono a nulla e a nessuno», dichiara candidamente Mario Figoni, alla cui passione si deve il “fenomeno Alghero”, una realtà che rispetto alla popolazione registra un numero di postazioni e un numero di libri registrati davvero straordinario, anche a livello internazionale. Il punto è proprio quello. «Continuiamo con il consolidamento della rete, ma ora occorre incidere sull’educazione del pubblico, sulla sua formazione – insiste Figoni – perché nonostante i numeri il meccanismo non funziona». Poi Figoni spiega più esplicitamente.

«A quasi due anni dall’inaugurazione della rete, risalente al 31 maggio del 2016, e dell’apertura delle prime postazioni o dall’inclusione nella rete di postazioni spontanee e preesistenti – riferisce – siamo arrivati a quasi 15mila libri liberati, di cui circa 13mila registrati sul portale».

Giusto per capire, «siamo la più grande rete italiana di bookcrossing e la cinquantottesima nella graduatoria mondiale», dice ancora Figoni.

Le postazioni di scambio di libri registrate in città sono ben 46. «Il lavoro per la rete di Bookcrossing algherese è tanto, ma fortunatamente non sono da solo, ci sono degli amici che mi affiancano nella registrazione dei libri – prosegue Mario Figoni – e poi ci sono i libri recuperati dallo scantinato della “Libreria Lobrano”, che ha chiuso e ce li ha regalati». Questa donazione arrivata dalla libreria «ha risolto il problema della mancanza di libri nella rete, che dipende dal fatto che molti volumi non tornano – conclude il responsabile della rete – ma c’è ancora molto da fare». (g.m.s.)

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