Tutti vogliono la 4 corsie ma la politica si divide

Il prossimo consiglio comunale dovrebbe però approvare un documento unitario Nel frattempo si intensifica la raccolta di firme per il referendum consultivo

ALGHERO. Il Nord Ovest Sardegna vuole la quattro corsie. Questo è il punto da cui non ci si sposta. Parlamentari, consiglieri regionali, il governo isolano, i sindaci del territorio, le forze sociali, quelle economiche. Non c’è nessuno che non abbia risposto all’appello. Comunicati, prese di posizione, appelli, pressioni politiche: ognuno sta facendo quello che può. Eppure due sere fa il consiglio comunale di Alghero, tra un distinguo e l’altro, non è riuscito a dare quel segnale di compattezza che il sindaco Mario Bruno si sarebbe aspettato davanti a una platea di primi cittadini, a iniziare da quello di Nuoro, Andrea Soddu, che presiede anche il Consiglio delle autonomie locali della Sardegna. All’opposizione non è piaciuto che due settimane fa, incassato il voto unanime dell’aula per l’ordine del giorno a supporto della battaglia ingaggiata con la Commissione per la Valutazione di impatto ambientale, si sia preso la scena tra presidi, picchetti, raccolte di firme e, soprattutto, un referendum che nella migliore delle ipotesi è stato definito «tanto scontato quanto inutile».

Il risultato di tanti puntini sulle “i” è che alla fine, oltre le 22.30, il presidente del consiglio Matteo Tedde ha chiuso i lavori senza che si fosse partorito nessun documento unitario. Il cronoprogramma per uscire dall’imbarazzo prevede che si lavori a una risoluzione che dovrà rappacificare l’aula dopo il passaggio nella conferenza dei capigruppo. Solo dopo i consiglieri comunali lo approveranno nel corso della seduta di venerdì o alla prossima.

Mario Bruno non si lascia distrarre e va avanti. La rivendicazione popolare per chiedere l’immediata realizzazione degli ultimi lotti della Sassari-Alghero, quello tra la cantoniera di Rudas e la città e la bretella per l’aeroporto, va avanti spedita. La raccolta delle firme si intensifica grazie a un presidio mobile che da ieri viaggia nei quartieri e nelle borgate del territorio di Alghero. E a Rudas il presidio resta. «Fa davvero piacere l’impegno di tutta la Sardegna, frutto anche dei rapporti intessuti in questi anni», commenta Bruno. «Da Oliena a Nuoro, da Sassari a Ittiri, Uri, Castelsardo, Olmedo, Valledoria, Sorso, Sennori, Stintino, Thiesi a tantissimi altri sindaci di ogni parte della Sardegna, tutti sostengono la nostra battaglia», sottolinea. È soddisfatto per il fatto che la commissione Finanze del Senato ha approvato l’emendamento promosso dalla parlamentare algherese Paola Deiana per prorogare di un anno le risorse necessarie per fare la strada. E insiste per spostare il cancan a Roma. «Chiediamo un incontro col sottosegretario Giorgetti – conclude – è il presidente del Cipe, deve ascoltare le ragioni del territorio».

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