delibera antifascista
L’opposizione: «È aberrante difendere ciò che è indifendibile»
ALGHERO. «Difendere l’indifendibile è semplicemente aberrante». La delibera antifascista continua a far discutere. Varato l’anno scorso dalla giunta Bruno e revocato una settimana fa dalla giunta...
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ALGHERO. «Difendere l’indifendibile è semplicemente aberrante». La delibera antifascista continua a far discutere. Varato l’anno scorso dalla giunta Bruno e revocato una settimana fa dalla giunta Conoci, il provvedimento è nel mirino di numerose organizzazioni che si preparano alla mobilitazione minacciata dall’Anpi di Alghero. Intanto il dibattito approda in aula, dove non è mai arrivato perché in entrambi i casi la scelta è stata fatta con delibera di giunta. Qualche giorno fa i capigruppo di maggioranza hanno liquidato il “caso” sostenendo che «basta e avanza la Costituzione per garantire tutti gli algheresi». Ora parla l’opposizione. «Il Tar dice che vietare penalmente l’apologia di fascismo è competenza statale ma che governare l’uso del suolo pubblico è dovere dell’amministrazione comunale», dicono Raimondo Cacciotto e Ornella Piras di Futuro Comune, Gabriella Esposito, Pietro Sartore e Mario Bruno di Per Alghero, Mimmo Pirisi del Partito Democratico e Valdo Di Nolfo di Sinistra in Comune. «Un Comune può richiedere una dichiarazione preventiva di adesione ai valori costituzionali e di ripudio del fascismo e del nazismo – sostengono – bilanciando l’interesse privato a svolgere attività di propaganda politica con l’interesse pubblico a che ciò avvenga nel doveroso rispetto dei valori costituzionali». Visti dall’altra parte, insomma, «i gruppi di maggioranza della destra confermano ancora una volta di non aver studiato abbastanza e tentano di mascherare maldestramente la vergogna puntando il dito contro chi, nella passata consiliatura, ha varato una delibera necessaria e opportuna». «Condizionare la concessione di spazi pubblici all’adesione ai principi antifascisti della Costituzione non può essere definita un’aberrazione giuridica, semmai è aberrante difendere l’indifendibile». (g.m.s.)
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