“Swap”, il Comune otterrà un milione dalla Bnl

Alghero, la banca dovrà compensare i costi per la chiusura anticipata dei derivati Il Tribunale di Roma ha stabilito che i contratti contenevano commissioni occulte 

ALGHERO. Dopo aver rischiato – al pari di centinaia di altri enti – di affondare nelle sabbie mobili dei derivati finanziari, una nuova sentenza dà ancora maggior respiro al Comune di Alghero. L’amministrazione infatti non pagherà 364mila euro alla Banca nazionale del lavoro, quale cifra dovuta all’istituto per l’estinzione anticipata del derivato (tecnicamente swap irs con purple collar), in scadenza il 31 dicembre 2030, chiuso nell’aprile del 2013. Sarà invece la banca a dover corrispondere alle casse comunali la somma di un milione e settemila euro, riguardante i cosiddetti “costi occulti” contenuti nei quattro strumenti di finanza derivata, stipulati dall’ente a partire dal 2004 e poi rinegoziati per confluire nell’unico superstite, da 34 milioni 889mila e spiccioli, chiuso anzitempo. L’otto gennaio scorso la sedicesima sezione del Tribunale civile di Roma (giudice Buonocore ) ha pronunciato la sentenza (n. 345/2020), che pone fine a una complessa vicenda nella quale il Comune di Alghero è stato assistito dall’avvocato Sisto Manzi del foro di Latina, lo stesso professionista che aveva salvato il Comune di Oristano dal baratro in cui stava precipitando con lo sottoscrizione dei derivati.

Bisogna chiarire che i derivati sono strumenti finanziari ai quali centinaia di amministrazioni pubbliche, tra la fine degli anni ’90 e per una decina di anni, avevano fatto ricorso per mettersi al riparo dalla crescita dei tassi d’interesse per i debiti contratti, o per avere liquidità. I derivati però si erano rivelati onerosi per gli enti e sbilanciati a favore degli istituti di credito: in altri termini, per evitare di pagare interessi alti o disporre di liquidità, i Comuni si erano accollati un rischio altissimo. Il Comune di Alghero nel 2004 aveva stipulato un primo derivato, poi un altro, quindi li aveva rinegoziati e poi sostituito nel 2006 con uno swap da quasi 35 milioni di euro, scadenza 2030. I differenziali negativi, già nel 2008, avevano poi condotto alla decisione di estinguerlo anticipatamente. Nel 2014, l’uscita: ma anziché pagare la somma di 364mila euro richiesta dalla banca, il Comune aveva contestato la presenza nei vari contratti succedutisi di commissioni implicite, non comunicate dalla Banca che avrebbe dovuto corrisponderle al Comune. La richiesta dell’ente di portare le commissioni in compensazione con la somma dovuta alla Bnl per la chiusura del derivato, era stata respinta. Ora, la sentenza del tribunale dà ragione al Comune di Alghero, dopo una battaglia di cinque anni e condotta dall’avvocato Manzi, affiancato dalla società di consulenza finanzia CFI Advisors di Pescara con Massimiliano Palumbaro.

La sentenza costituisce una svolta, perché non era mai accaduto che un’amministrazione facesse causa alla banca a contratto chiuso e stabilisce che le commissioni dei derivati debbano essere esplicitate e accettate dai contraenti. Inoltre, nel caso – come questo – in cui i contratti siano sbilanciati a favore della banca per via dei costi occulti, l’istituto di credito deve corrispondere all’ente la somma equivalente. Al di là del possibile ricorso della Bnl, è facile prevedere che questa sentenza farà da apripista per altri comuni, che avendo chiuso i derivati non hanno ancora avanzato richieste risarcitorie.

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