Ospedale, per ora restano i dubbi

Dopo la riforma. Tedde (FI): «Prudenti in attesa della firma del protocollo tra Regione e Università» 

ALGHERO. La politica algherese resta divisa sulla riforma sanitaria e, in particolare, sul futuro dell’Ospedale Marino per il quale è previsto il passaggio all’Azienda ospedliero universitaria di Sassari.

«Bene la riforma del sistema sanitario regionale che avvicina il cittadino ai servizi sanitari», ha detto l'ex sindaco di Alghero ed ex consigliere regionale di Forza Italia Marco Tedde che ha commentato con soddisfazione l'approvazione da parte del consiglio regionale della riforma. Secondo l'esponente di Forza Italia «per meglio apprezzare i contenuti della radicale riforma occorre darle gambe avviando i procedimenti attuativi». Tedde sospende il giudizio sull'incorporazione dell'Ospedale Marino di Alghero nell'Aou oggetto di un emendamento votato dall'assemblea. «Per onestà intellettuale – precisa l'ex sindaco di Alghero – dobbiamo sottolineare che avremmo preferito una chiara conferma delle discipline e dei servizi oggi esistenti nel territorio di Alghero, e la previsione espressa della attuale validità degli impegni del Piano di razionalizzazione con la attuazione del 1° livello». Non esulta, quindi Tedde e mantiene un profilo prudente «nell'attesa che il presidente della Regione e il Rettore di Sassari sottoscrivano il protocollo di intesa e le convenzioni attuative che dovranno consacrare il mantenimento dei requisiti e degli standard necessari al mantenimento del 1° livello del Presidio ospedaliero di Alghero».

Di tutt’altro avviso il centrosinistra algherese con i consiglieri comunali Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Mario Bruno, Mimmo Pirisi, Valdo Di Nolfo, Ornella Piras e Raimondo Cacciotto che invece parlano senza mezzi termini di “ospedale declassato”.

«Gli ospedali di Alghero non potranno più essere, in modo autonomo, Dea di primo livello e si dovranno accontentare di essere ospedali di base, oppure dovranno essere accorpati a Ozieri o a Sassari che invece ne mantengono autonomamente tutte le caratteristiche. Mancando ortopedia tra le discipline obbligatorie per il Dea di primo livello, il Civile di Alghero perde uno dei requisiti essenziali. Verrà declassato automaticamente».

Per il centrosinistra è questo il primo nefasto risultato del trasferimento dell’Ospedale Marino di Alghero all’Aou. «Non solo, ma anche Ortopedia del Marino, robotica o meno, verrà declassata a struttura semplice, avendo già l’Aou abbondanza di strutture complesse. E questa è un’altra certezza in negativo. Essendo, tra l’altro, l’Ospedale Marino “Regina Margherita” trasferito interamente alla Università, incerta resta la collocazione di reparti incardinati o da incardinare di fatto o di norma, fino a ieri, al Marino. Oculistica, diabetologia, pneumologia, dermatologia, lungodegenza, che fine faranno? In legge non si è voluto scrivere niente. Tutto al caso».

L’opposizione denuncia che «a nulla è valso il consiglio comunale aperto che non ha pregiudizialmente detto no al polo di robotica, ma solo se subordinato al mantenimento contestuale in legge dei requisiti di Dea di primo livello per l’ospedale di Alghero, al mantenimento in legge delle discipline esistenti, all’inserimento nella stessa norma delle risorse per il nuovo ospedale. Carta straccia, nel silenzio complice del sindaco. E mentre vi è la certezza che Cagliari, Sassari, Sanluri avranno i fondi per il nuovo ospedale, Alghero rimane al palo, nonostante le promesse». E per il centrosinistra, a pagare è ancora una volta Alghero «accorpato in un emendamento e politicamente barattato col trasferimento del microcitemico alla Asl 8 o del “Businco” all’AOU di Cagliari, con logiche che con la politica sanitaria non hanno niente da spartire. Mentre le Università ottengono i posti letto che lo Stato non ha accordato».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes