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Daino ferito soccorso dai barracelli

Daino ferito soccorso dai barracelli

Porto Conte: l’animale era stato investito sulla statale 127 bis da un’automobile

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ALGHERO. Un esemplare di daino subadulto, ferito in un incidente stradale, è stato recuperato dai barracelli lungo la statale 127 bis. A chiamare i soccorsi è stato un automobilista che si dirigeva verso Porto Conte. L’animale, gravemente ferito alle zampe posteriori, è stato trasportato nel Centro recupero fauna selvatica di Bonassai per le cure del caso. Dell’automobilista coinvolto nell’incidente, invece, ancora nessuna traccia, nonostante lungo la carreggiata siano stati rinvenuti numerosi pezzi dell’auto. Il comandante della Compagnia barracellare Riccardo Paddeu ricorda che «nel territorio algherese sono diversi gli incidenti stradali causati da animali selvatici, vista la presenza massiccia sopratutto di cinghiali. Nel territorio di Alghero avvengono il 42% circa degli incidenti con fauna selvatica di tutta la Sardegna e circa l'88% di questi incidenti sono causati da cinghiali». Secondo il comandante dei barracelli, che è anche un esperto di animali selvatici, «occorre intervenire con gli abbattimenti e catture continui, o ci troveremo con questo problema per altri trent’anni». Il Comando barracelli viene contattato quasi giornalmente per la rilevazione di incidenti stradali con cinghiali e in misura minore con daini. Da evidenziare che la maggior parte dei sinistri avviene all’interno dei terreno che si trovano dell’area parco. La presenza di un così alto numero di animali selvatici, soprattutto cinghiali, sta causando seri problemi, oltre che agli automobilisti, anche agli agricoltori che devono fare i conti con notevoli perdite dei raccolti. Gli abitanti della Nurra algherese, soprattutto delle borgate di Maristella, Guardia Grande e Santa Maria La Palma chiedono una campagna di contenimento di questi animali. Ci sono agricoltori disperati. Anche quest'anno, come accade già da diversi anni, gran parte del raccolto è stato rovinato dagli animali selvatici. Vigneti, coltivazioni cerealicole e ortive sono quelle maggiormente colpite, per un danno di diverse migliaia di euro.(n.ni.)

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