Pace fatta con la Soprintendenza

Arriva l’ok di Billeci per i cartelli in catalano nella villa romana di Sant’Imbenia

ALGHERO. Il catalano può essere utilizzato sui cartelli informativi della villa romana di Sant'Imbenia, situata proprio di fronte alla baia di Porto Conte. A comunicarlo è stato il Soprintendente Bruno Billeci, il quale ha accolto la richiesta pervenuta in prima istanza dal sindaco Mario Conoci e successivamente anche dalle associazioni algheresi e della Catalogna, tra cui la Consulta Civica per le politiche linguistiche.

La notizia del nullaosta all'utilizzo del catalano è arrivata ieri con una comunicazione ufficiale da parte della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro: «Nessuna difficoltà a essere favorevole ad una integrazione dei pannelli con il Catalano di Alghero a Sant'Imbenia. Il Soprintendente Bruno Billeci ha comunicato al Sindaco di Alghero Mario Conoci il proprio intento in relazione alla parte informativa dell'area archeologica della villa romana e alla sua fruizione pubblica.

Nello scorso mese di dicembre, il Soprintendente non autorizzò l'uso del catalano di Alghero nella cartellonistica, con tutta una serie di scie polemiche e il conseguente rilievo nel merito da parte del primo cittadino algherese. «Come noto a tutti coloro che hanno collaborato alla redazione dei pannelli – ha scritto il Soprintendente archeologico belle arti e paesaggio nei giorni scorsi – la scelta dell'italiano e dell'inglese era stata concordata per esigenze di celerità visto i tempi fissati e visto il coinvolgimento attivo e fattivo della Soprintendenza». Pace fatta, quindi, con il sindaco Mario Conoci a sua volta prende atto «con piacere che il dialogo fra istituzioni unito al rispetto per i rispettivi ruoli ha portato in questo caso a tutelare tanto un bene archeologico fondamentale per la storia del nostro territorio quanto il patrimonio immateriale rappresentato dal catalano di Alghero, bene altrettanto meritevole di tutela e in quanto identificativo della cultura della nostra comunità. Ringrazio per questo il Soprintendente».(n.n.)



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