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Alghero, la sfida di Paolo Delitala: da avvocato a viticoltore

di Nadia Cossu
Alghero, la sfida di Paolo Delitala: da avvocato a viticoltore

La Cantina Ledà scommessa vincente a due passi dal mare

05 febbraio 2024
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Alghero Con il profumo della brezza marina che soffia dolcemente e accarezza la terra crescono rigogliosi tra Santa Maria la Palma e Fertilia i vitigni dell’Azienda agricola Ledà. Sei ettari di vigneto nei quali il sassarese Paolo Delitala, che ha smesso la toga di avvocato per indossare scarponi e grembiule da viticoltore, ha realizzato una cantina – stile produzione semi artigianale – che si avvale di tecniche moderne per arrivare a realizzare un prodotto di nicchia che negli ultimi anni sta guadagnando molti apprezzamenti dalla critica. L’azienda nel 2023 ha ottenuto importanti riconoscimenti. I vini prodotti dalla cantina Ledà, infatti, sono stati recensiti da due delle principali guide nazionali con ottimi punteggi. In particolare, “Cigala Alghero Cagnulari Doc 2022” secondo il prestigioso annuario 2024 “I primi vini italiani per vitigno e tipologia” di Luca Maroni, è il miglior cagnulari d’Italia. Maroni, stimato analista sensoriale di fama internazionale, gli ha assegnato un indice di piacevolezza di 95 punti, portandolo al primo gradino del podio dei migliori cagnulari della penisola, mentre il vermentino Vent 2022 ha raggiunto l’ottimo punteggio di 93.

Ma il gradimento dei vini Ledà è stato confermato anche da Gambero Rosso 2024 che ha assegnato due bicchieri al vermentino e al merlot Lo Vell invecchiato in botte. «Sono molto soddisfatto – dice Paolo Delitala – per questi riconoscimenti e anche perché nella realizzazione del nostro cagnulari abbiamo messo a frutto l’esperienza maturata in tanti anni di coltivazione di questo vitigno autoctono riscoperto in Sardegna da piccoli produttori. Tecnica e cuore per esaltare al massimo un vitigno che rappresenta il terroir del Nord ovest della Sardegna e regala insospettate soddisfazioni anche nella vinificazione in legno come cagnulari riserva».

Il premiato “Cigala” (che in catalano-algherese vuol dire cicala), 100 per cento da uve Cagnulari, ha un colore rosso rubino con riflessi violacei. A descriverlo è proprio Paolo: «Il naso è intenso e persistente, fruttato, frutti e erbe spontanee della macchia mediterranea. La bocca è piena con ottima struttura e avvolgente con lunga persistenza gusto-olfattiva». Caratteristiche che gli hanno consentito di posizionarsi nel più alto gradino del podio nella rinomata guida di Luca Maroni.

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