Con il pensiero ad Andrea

I Tazenda hanno regalato al pubblico un concerto emozionante nel comune ricordo di Parodi. Una grande esibizione tra vecchi e nuovi successi

CAGLIARI.Inevitabile volgere il pensiero ad Andrea. La sua voce, il suo sorriso contagioso, la forza interiore e il coraggio, da infaticabile ottimista. Un lungo applauso commosso, forte come un caldo abbraccio ha accolto le note di «Non potho reposare», probabilmente l’interpretazione di Parodi che più è rimasta nel cuore dei suoi fans. Sempre emozionante, anche quando è riproposta dai Tazenda (mentre sul maxischermo scorrevano le immagini dell’artista scomparso), come è avvenuto sul palco dell’Anfiteatro romano per il concerto di ieri sera, incluso nel cartellone di «La via del collegio». Un successo crescente sta accompagnando Gigi Camedda e Luigi Marielli, insieme al nuovo cantante Giuseppe Dettori, confermato nell’esibizione nella cavea di viale Frà Ignazio con circa 1500 persone presenti.

 L’antico e il moderno si fondono nelle canzoni dei Tazenda. La musica delle radici sarde e l’elettronica tenute insieme saldamente da un rock di buona fattura. Stile consolidato della formazione sassarese. Un “modus operandi” nel comporre ed eseguire i brani che trova sempre nuova linfa vitale per non ripetersi. In quest’ultimo anno è stato l’ingresso in pianta stabile del nuovo leader Giuseppe Dettori - cantante e compositore sardo da oltre vent’anni trapiantato in Lombardia, dove ha potuto mettere a frutto capacità e idee con numerose collaborazioni con artisti di calibro internazionale - a fornire nuove idee, pur restando fedele allo stile dei Tazenda. Grande energia e forti emozioni nelle 23 canzoni in scaletta. Con un live sempre su alti livelli.

Nuovi e vecchi brani si alternano nel live durato oltre novanta minuti. Dalle ultime, in ordine cronologico, “A chent’annos”, “Desperada e Laudada”, “Universos” a vecchi successi quali “Pitzinnos in sa gherra”, “Nanneddu meu” e “Carrasecare” fino al singolo “Domo mia” che ha riportato i Tazenda in auge a livello nazionale, anche grazie alla collaborazione con Eros Ramazzotti. Un duetto che ha spiazzato fans e media, fortemente voluto dallo stesso Ramazzotti, tanto da far slittare la data di pubblicazione del disco, pur di poter inserire la sua voce nel bellissimo testo e nella composizione che sta scalando le vette delle classifiche di vendita. Una scelta ragionata, quella di “Eros”, come un tributo doveroso nei confronti dell’amico Andrea Parodi conosciuto, diversi anni prima, nel programma televisivo “Gran premio” in cui entrambi erano concorrenti nello show di Pippo Baudo.

«Era un mio fan - dice Ramazzotti nella nota che accompagna l’uscita del disco - e con il nuovo cantante Beppe Dettori mi è sembrato giusto fare qualche cosa per ricordarlo. Il pezzo è bellissimo, ho dovuto solo capire come mettermi con il sardo». Tanti i brani presenti nel fortunato “Vida” (Radiorama records, 2007) e altrettanti quelli tratti dalla discografia degli scorsi anni, dopo la separazione (in ambito musicale) tra Camedda, Marielli e Andrea Parodi. Un live convincente (aperto da un’esibizione del bassista Gavino Riva) in grado di rapire lo spettatore, che trasmette tutta l’energia del rock e le vibrazioni primordiali della musica popolare sarda. Dimostrando, ancora una volta, che sa limba si sposa perfettamente con le sonorità moderne. E la partecipazione straordinaria del pubblico di giovanissimi e adulti ha poi fatto sì che il concerto di ieri sera rimarrà impresso nella memoria di chi era presente. Tanti gli stranieri nelle gradinate, a dimostrazione del fatto che il titolo di “Bandiera sarda nel mondo” è più che meritato.
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