Una colata di calcestruzzo sulla spiaggia di Gonnesa

A Fontanamare nasce un lido a 20 metri dalla battigia, con concessione edilizia del Comune. Il progettista è un ex assessore comunale. Polemiche dell’opposizione e degli ambientalisti - FOTO

GONNESA. Niente blocca il cemento in barba alla tutela delle coste c’è chi continua a costruire sulla spiaggia, meglio sul mare. Esplodono così polemiche, critiche e denunce da parte dei bagnanti, delle associazioni ambientaliste e culturali sulla costruzione di un casotto, o qualcosa del genere, sulla sabbia di Fontanamare. La presenza di una trentina di blocchi di calcestruzzo a meno di 20 metri dalla battigia ha provocato dure reazioni tra i bagnanti e i turisti che non si aspettavano un cantiere edile nell’arenile, tanto meno in piena estate. I blocchi grigi sono stati sistemati all’interno di una recinzione precaria dove campeggia un cartello nel quale sono riportati i dati della concessione edilizia rilasciata il 25 luglio 2012 dal Comune di Gonnesa. Si parla di non meglio specificata costruzione/ricollocazione da parte della società Sardinia Explorer srl che nella circostanza dovrebbe investire 360mila euro per una struttura destinata a fornire servizi di spiaggia. Con la sistemazione dei primi blocchi di cemento grigio sono insorti i consiglieri comunali dell’opposizione, le associazione ambientaliste e gli abitanti di Gonnesa e di Iglesias che ritengono inopportuna e pericolosa la costruzione di una struttura simili a pochi passa dal mare. Chi arriva nel parcheggio di Fontanamare guardando verso Portopaglia vedrebbe d’ora in poi la spiaggia tagliata in due: da una parte il panorama sarà impedito dalla costruzione. I primi disagi sono sorti con l’avvio dei lavori: in mezzo ai bagnanti si parla di scempio ambientale in una delle zone più suggestive del Golfo del Leone.

«E’ inspiegabile – sostengono Enrico Pistis e Antonello Casu, consiglieri comunali dell’opposizione – che si autorizzino certi progetti disturbando i bagnanti, deturpando la spiaggia. Ci chiediamo quale sia stata l’opportunità di autorizzare e costruire l’impianto, di cui non si conosce la finalità, in mezzo alla spiaggia e a meno di 20 metri dalla battigia. Si poteva, come peraltro accaduto a Plagemesu, sistemare la stessa struttura vicino alla recinzione del rimboschimento demaniale».

Duro anche il commento di Tonio Giannoni. «Come associazione May Day Mare – interviene – tre mesi fa ho chiesto al Comune di Gonnesa l’autorizzazione a realizzare una struttura per disabili non ho ottenuto risposte. Ora vedo che si può edificare in riva al mare».

Il progetto è stato realizzato dall’ex assessore comunale Vinicio Maccioni che recentemente si è anche dimesso da consigliere comunale senza darne motivazione. Sulla sabbia da alcuni giorni si notano le sagome dei cingoli delle ruspe che lavorano e lavoreranno vicino ai bagnanti. Dura la reazione di qualche componente o avente causa nella srl Sardinia Explorer che dopo aver vantato di essere in regola con le carte ha lamentato che la presenza dei cronisti avesse solo motivazioni di natura «scandalistica».

Ora resta da vedere quale sarà la reazione delle istituzioni preposte alla tutela del paesaggio e alla salvaguardia della costa.

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