Alterazioni del Dna, allarme per i bambini nell’area di Sarroch

Inquinamento. Studio di otto specialisti pubblicato su “Mutagenesis”. La ricerca è stata acquisita dalla Procura di Cagliari

CAGLIARI. La Procura ha in mano un documento che potrebbe aprire una fase nuova nell’inchiesta sullo stato ambientale della costa orientale tra Cagliari, Pula e Teulada: è uno studio epidemiologico condotto da otto ricercatori di fama internazionale su 75 bambini di Sarroch. Dimostra come i piccoli che abitano vicino al polo industriale e sono esposti agli effetti sull’atmosfera delle guerre simulate condotte ogni anno al poligono interforze «presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna». Al di là dei dati, che possono essere valutati solo dagli scienziati del settore, allarma una delle affermazioni conclusive dello studio: «I nostri risultati - scrivono i ricercatori - sono in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli compiuti alla centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo, dove si trova il più grande polo petrolchimico della Serbia». Due siti che gli epidemiologi di tutto il mondo indicano come aree a forte rischio di neoplasie e di altri mali provocati dall’inquinamento atmosferico.

Stavolta non si tratta di un’indagine isolata e priva di certificazioni scientifiche: a pubblicarla è “Mutagenesis”, una prestigiosa rivista di epidemiologia edita dall’università di Oxford. I ricercatori sono autorità assolute nel campo come Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri. Lo studio - pubblicato il 27 febbraio 2013 - illustra in sette cartelle fitte di dati il metodo seguito per giungere alle conclusioni clamorose oggi all’attenzione del pm Emanuele Secci, che conduce da circa tre anni l’inchiesta giudiziaria sull’area industriale di Sarroch, ora estesa fino al poligono di Teulada.

Scrivono i ricercatori: «La qualità dell'aria rappresenta una questione ambientale di importanza primaria nelle aree industrializzate, con potenziali effetti sulla salute dei bambini residenti nelle aree circostanti. La zona industriale di Sarroch, in provincia di Cagliari, ospita la più grande centrale elettrica del mondo e la seconda più grande raffineria di petrolio e parco petrolchimico d'Europa. Il sito industriale produce una complessa miscela di inquinanti atmosferici che comprendono benzene, metalli pesanti e idrocarburi policiclici aromatici».

«A tal proposito - è scritto ancora su Mutagenesis - abbiamo condotto uno studio trasversale per valutare l'entità della diffusione di malondialdeide-deossiguanosina nell'epitelio nasale di un campione composto da 75 bambini di età compresa tra i sei e quattordici anni frequentanti le scuole elementari e medie di Sarroch, mettendoli a confronto con un campione di 73 bambini delle zone rurali. Inoltre, sono stati analizzati i livelli di alterazioni consistenti del Dna in uno studio composto da un sottocampione di 62 bambini».

Prosegue la relazione: «Sono state rilevate le concentrazioni di benzene ed etil-benzene nell'aria dei giardini della scuola di Sarroch e in villaggio rurale attraverso campioni diffusivi. Le misurazioni esterne sono state effettuate anche in altre aree di Sarroch e in prossimità del sito industriale. I livelli esterni di benzene e di etil-benzene sono risultati significativamente più alti nei giardini della scuola di Sarroch rispetto al villaggio rurale. Elevate concentrazioni sono state inoltre rilevate nelle vicinanze del polo industriale».

«Sia i livelli medi di malondialdeide-deossiguanosina, sia i livelli di alterazioni del Dna - è scritto nello studio - sono risultati significativamente più elevati nei bambini delle scuole di Sarroch rispetto al campione di confronto».

Le conclusioni non sembrano lasciare spazio ai dubbi: «Il nostro studio - scrivono gli otto ricercatori - dimostra che i bambini residenti in prossimità del polo industriale di Sarroch presentano incrementi significativi di danni e alterazioni del dna» rispetto agli standard di riferimento. Infine: «I nostri risultati - è scritto - sono in linea con quelli ottenuti da altri studi simili come quelli effettuati nella centrale termica di Taichung in Taiwan e a Pancevo (nota come la città dei tumori, ndr). Essi riportano un incremento dei livelli del fenomeno di stress ossidativo», ovvero la condizione patologica causata dalla rottura dell'equilibrio fisiologico in un organismo vivente, fra la produzione e l'eliminazione, da parte dei sistemi di difesa antiossidanti, di specie chimiche ossidanti.

Lo studio, firmato anche dal fiorentino Biggeri, che già in passato si è occupato a lungo dell’area di Sarroch, è destinato ad arricchire i risultati ottenuti finora dall’Università di Cagliari, incaricata dalla Procura di indagare le condizioni delle acque nella costa orientale e di recente dell’atmosfera: nel corso della prima fase è stata accertata una concentrazione anomala di derivati degli idrocarburi nei mitili e negli organismi filtratori. È ancora lontano dalla conclusione lo studio sulle condizioni dell’atmosfera.

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