Bomba ecologica sequestrata nella zona industriale di Macchiareddu

Blitz del Corpo forestale nel deposito della società Ecobonifiche pieno di rifiuti tossici

CAGLIARI. Un enorme deposito abbandonato nell’area industriale di Macchiareddu, alle porte di Cagliari. All’interno una discarica priva di controllo, 1100 metri cibi di rifiuti oleosi, fanghi e terre senza alcuna protezione.

A scoprire quella che è apparsa come una bomba ecologica sono stati gli uomini del nucleo investigativo del Corpo forestale, al comando del commissario Fabrizio Madeddu: il capannone, proprietà della società Ecobonifiche del gruppo FinAmbiente, attualmente in concordato preventivo, è stato immediatamente messo sotto sequestro su richiesta del pm Marco Cocco convalidato dal gip Cristina Ornano.

L’amministratore della società, Francesco Salvatori (56 anni) di Roma, è indagato per discarica abusiva.

Le indagini della Forestale hanno consentito di accertare che lo stabilimento è stato abbandonato a marzo dell’anno scorso, di conseguenza i rifiuti classificati come tossico-nocivi infiammabili sono stati lasciati dov’erano per oltre un anno. Fino a quando, nei giorni scorsi, gli investigatori hanno compiuto un sopralluogo insieme ai tecnici dell’Arpas e della Provincia di Cagliari.

I rifiuti stoccati illegalmente nel deposito di Macchiareddu provengono dall’area industriale di Porto Torres, dall’area militare di Decimomannu e dall’area di Portovesme.

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