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Cagliari, stipendi a singhiozzo all'Aias: dipendenti in rivolta

L'Aias di Cortoghiana
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L'Aias di Cortoghiana

Nuova protesta dei 1.300 operatori della struttura di assistenza ai disabili con diverse sedi in Sardegna gestita dalla famiglia del consigliere regionale di Forza Italia Alberto Randazzo, committente unico la Regione

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CAGLIARI. Tornano in stato di agitazione i circa 1.300 lavoratori dell’Aias, impegnati in Sardegna nell’assistenza ai disabili e che da anni percepiscono gli stipendi a singhiozzo. Per risolvere definitivamente la vertenza, i segretari regionali della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil che si sono rivolti, ancora una volta, alla Regione, committente unica dell’Aias-Associazione italiana assistenza spastici gestita dalla famiglia del consigliere regionale Alberto Randazzo (Fi). «È da settembre che chiediamo un incontro all’assessore della Sanità Luigi Arru, ma non abbiamo avuto nessuna risposta», ha denunciato Fulvia Murru segretaria regionale della Uil-Uilp.

«Lo scorso aprile, sulla vertenza Aias le parti hanno firmato un protocollo con l’assessorato ma nessun punto del programma è stato rispettato», ha ricordato Davide Paderi, segretario regionale della Fp Cisl che ha parlato di «cappa di silenzio» attorno alla protesta. Per questo oggi verrà proclamato lo stato di agitazione con i lavoratori già pronti a un sit-in, con data da definire.

«Quello che manca è il controllo. Spetta alla Regione, unica committente di Aias, verificare che l’azienda rispetti i contratti e la capacità di erogare le prestazione. E nel caso, di cercare altre strutture che possano farlo», ha evidenziato Nino Cois, segretario regionale della Fp Cgil.

Uno dei nodi principali della vertenza è la mancata erogazione di alcuni stipendi: dal 2007 l’azienda ha accumulato una serie di ritardi nei pagamenti che hanno fatto saltare quattro mensilità per i circa 1.300 lavoratori. «Non abbiamo ancora capito se i dipendenti, che assicurano un servizio fondamentale, stiano coprendo il buco della Sanità o finanziando l’azienda», ha concluso Cois, denunciando il clima di tensione che si vive all’interno delle strutture Aias. «Ma noi non interessa capire di chi sia la colpa, l’importante è che la situazione venga risolta».

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