Nucleare, allarme di Pili: gli scienziati confermano la Sardegna deposito scorie

Manifestazione contro il nucleare (foto Mario Rosas)

Il deputato di Unidos cita il geofisico Enzo Boschi e la Sogin, la società che partecipa allo studio per il deposito unico nazionale: secondo il parlamentare la Sogin avrebbe già inviduato l'isola dopo l'esclusione di tutte le altre regioni

CAGLIARI. «Governo e Sogin puntano alla Sardegna per il deposito delle scorie nucleari e la conferma arriva direttamente dagli scienziati. Per il numero uno dei geofisici italiani, il professor Enzo Boschi, nelle carte di Sogin la Sardegna è già individuata: per esclusione di tutte le regioni continentali e la Sicilia».

Lo sostiene il deputato di Unidos Mauro Pili che parla di una dichiarazione rilanciata poco fa sui social del luminare di geofisica «in risposta alla propaganda di Sogin».

Le parole del numero uno dei sismologi italiani, secodo Pili, «scoprono le carte di Sogin» per cui - sostiene - il Governo «sta solo aspettando l’entrata in vigore della riforma costituzionale per far scattare la clausola di supremazia nazionale».

Pili afferma che «nel documento dell’Ispra denominato guida tecnica n.29 ci sono in teoria indicati solo criteri, ma ad una più attenta e dettagliata analisi si arriva a capire qual è il progetto scellerato: realizzare il deposito unico nazionale in Sardegna» e sottolinea che «a decidere tutto sono i criteri di esclusione individuati da Ispra». Sin dalla pubblicazione del piano, ricorda il parlamentare sardo, «era emerso con chiarezza il richiamo alla stabilità geologica, geomorfologica e idraulica» quale «parametro univoco posto alla base del piano con l’unico obiettivo: puntare sulla Sardegna».

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