Corruzione, arrestati l'ex sindaco di Quartu e l'ex portiere Copparoni

L'operazione della Guardia di Finanza a Cagliari, Nuoro, Modena e Forlì. Ai domiciliari Davide Galantuomo e l'ex campione di Cagliari, Torino e Verona

CAGLIARI. Avrebbero pagato una tangente da circa 90 mila euro per vincere un appalto da 9,5 milioni di euro per la progettazione e l'esecuzione di un impianto di produzione di energia rinnovabile solare in un'area industriale in provincia di Nuoro, ma sono stati scoperti dagli uomini delle Fiamme gialle del nucleo di polizia tributaria di Cagliari che questa mattina hanno arrestato cinque persone per corruzione. Ai domiciliari sono finiti Davide Galantuomo, 56 anni, ex presidente dell'Ente acque Sardegna che avrebbe intascato una parte della tangente (ed ex sindaco di Quartu Sant'Elena); Gianni Lolli, 64 anni di Modena, dirigente del consorzio che si aggiudicò l'appalto; Luigi Betti di Forlì; Salvatore Paolo Pinna, 54 anni, già finito nella maxi inchiesta sugli appalti truccati della Procura di Oristano e l'ex calciatore Renato Copparoni, 64 anni, che è stato il portiere di Cagliari, Torino e Verona.

Questa mattina, 3 ottobre, il Nucleo di polizia tributaria delle Fiamme Gialle, con la collaborazione di altri reparti del Corpo, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Cagliari, nelle province di Cagliari, Nuoro, Forlí e Modena.

Le indagini, condotte sotto la direzione della procura della repubblica di Cagliari, hanno consentito di acquisire un grave quadro indiziario per la ricostruzione di un episodio di corruzione relativo a un atto contrario ai doveri d’ufficio.

L’operazione, condotta dal personale dei nuclei di polizia tributaria di Cagliari e Oristano, ha consentito di accertare che, in relazione alla procedura di gara per la progettazione e l’esecuzione di un impianto di produzione di energia rinnovabile solare in un’area industriale in provincia di Nuoro, per un importo complessivo a base d’asta di 9,5 milioni di euro, – la cui “turbativa può essere desunta dalle modalità di indizione del bando di gara e dagli incontri tra gli odierni indagati” , come scritto nell’ordinanza del gip –, “è stata provata in modo certo la corresponsione di una tangente” di 89.000 euro, destinata all’ex presidente dell'Ente adque Sardegna, a titolo di “compenso” per il buon esito dell’affare illecito.

Le attività investigative, operate anche con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche nonché l’acquisizione di documenti e di dichiarazione rese da testimoni, hanno fatto emergere che il pagamento della prima tranche della tangente, a fronte della promessa di una somma di 135.000 euro, sarebbe stata spartita tra l'ex sindaco di Quartu, un professionista – prestatosi a fatturare una fittizia prestazione professionale nei confronti della società cooperativa, per giustificare l’illecito passaggio di denaro – e un intermediario, che ha ricoperto un ruolo determinante all’interno del sodalizio criminoso, in quanto è risultato essere il trait d’union tra il dirigente del consorzio e l’amministratore della società consorziata, necessario per far poi veicolare la tangente.

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