Disastro ambientale nel poligono militare di Teulada, il pm chiede l'archiviazione

Indagini partite nel 2012 dopo un esposto di residenti della zona

CAGLIARI. Il pubblico ministero di Cagliari Emanuele Secci ha chiesto l'archiviazione dell'indagine per inquinamento ambientale nell'area del poligono di Teulada, sulla costa sud occidentale della Sardegna. Lo anticipa un quotidiano online. L'indagine era nata nel 2012 quando una ventina di residenti - tutelati dagli avvocati Giacomo Doglio e Roberto Peara - aveva presentato alcuni esposti segnalando l'insorgenza di alcune patologie, come il linfoma di Hodgkin e alcune neoplasie che sarebbero potute essere ricondotte all'inquinamento causato dalla presenza del poligono. In realtà, la parte legata all'ipotesi di omicidio colposo era stata stralciata e quasi subito archiviata per l'impossibilità di dimostrare un nesso causale tra patologia e alcuni decessi, ma era rimasta in piedi l'ipotesi di disastro ambientale.

Le indagini della Procura di Cagliari avrebbero accertato lo stato di compromissione della cosiddetta «Penisola Delta», il cuore del poligono (un tassello di poco più di tre chilometri, ndr) dove nel giro di pochi anni (dal 2009 al 2014) erano stati sparati quasi 700mila colpi d'addestramento. Un'area - al momento difficilmente bonificabile - dove sarebbero ancora presenti proiettili, pezzi di bombe e altro materiale legato alle esercitazioni militari, ma dove vige il divieto assoluto d'ingresso. L'inchiesta vedeva indagati anche alcuni capi di Stato maggiore che si sono succeduti dal 2009 al 2014. A nessuno di loro - chiarisce il pubblico ministero - può essere imputato il disastro ambientale a titolo di dolo o di colpa. Ora la parola passa al Gip. (ANSA)

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