La Nuova Sardegna

Cagliari

"Verità per Giulio Regeni", in 300 a Cagliari per chiedere giustizia

Luciano Onnis
La manifestazione a Cagliari in ricordo di Giulio Regeni (foto Mario Rosas)
La manifestazione a Cagliari in ricordo di Giulio Regeni (foto Mario Rosas)

Quattro anni fa alle 19.41 il giovane ricercatore italiano mandava l'ultimo messaggio alla famiglia

25 gennaio 2020
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CAGLIARI. Trecento persone hanno risposto “presente” alla fiaccolata che si è svolta questa sera 25 gennaio, per il quarto anno consecutivo, in piazza Falcone Borsellino, davanti al palazzo di giustizia, per iniziativa del gruppo locale 128 di Amnesty International con patrocinio del Comune di Cagliari. Nella piazza il gruppo di Amnesty Cagliari ha, in collaborazione con il Comune, intitolata a Giulio una panchina interamente dipinta di giallo, con targa commemorativa. L'iniziativa è stata presa d'esempio e riproposta in numerose altre città italiane.

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Come negli anni precedenti, non si è trattato solo di un ricordo o di una commemorazione, ma soprattutto una richiesta di attivazione concreta delle autorità italiane verso quelle egiziane affinché venga fatta luce sul barbaro trattamento riservato a un ragazzo italiano in Egitto per un dottorato di ricerca. Contemporaneamente in tutta Italia, alle 19,41 in punto nelle piazze d’Italia che hanno ospitato le manifestazioni, migliaia di fiaccole si sono accese e migliaia di cartelli sono stati innalzati per chiedere verità e giustizia e per ricordare il momento esatto dell'ultimo sms inviato da Giulio Regeni prima di essere sequestrato in Egitto e sottoposto nei giorni successivi a feroci torture prima di essere assassinato.

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Dalle indagini condotte dalla Procura italiana risulterebbe ragionevolmente certo il coinvolgimento delle autorità di sicurezza egiziane nel sequestro e successiva uccisione del ricercatore, ma le indagini si sono bloccate dal momento del ritorno in Egitto dell’ambasciatore italiano.

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I genitori di Giulio Claudio Regeni e Paola Deffendi, con il loro avvocato Alessandra Ballerini, chiedono il ritiro dell’ambasciatore italiano in Egitto per arrivare a un cambio di passo nelle indagini «In questi quattro anni abbiamo continuato giorno dopo giorno a chiedere la verità con iniziative in ogni parte del paese- dice Elisabetta Secchi, responsabile del gruppo 128 Amnesty Cagliari -. Continueremo fino a quando ci sarà una verità giudiziaria che coincida con quella storica, che attesti quel "delitto di stato", ne accerti le responsabilità individuali e le collochi lungo una precisa catena di comando. Non c’è giustizia senza verità e per il sequestro, la tortura e l’assassinio di Giulio Regeni la verità e la giustizia mancano da quattro anni».

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