Balneari, impugnata la legge sarda sui chioschi: esultano gli ambientalisti

Il Consiglio dei ministri "boccia" stabilimenti aperti tutto l'anno e lo stoccaggio della posidonia

CAGLIARI. Due leggi regionali sulle spiagge, entrambe approvate nel febbraio 2020, impugnate dal Consiglio dei ministri. E gli ambientalisti esultano. Una riguarda l'apertura degli stabilimenti balneari tutto l'anno e non solo nei mesi estivi: il provvedimento proposto dalla Lega stabilisce che entro ogni ottobre i concessionari possano presentare domanda ai Comuni per non smontare le strutture, purché garantiscano almeno per dieci mesi l'attività.

L'altro, nato su iniziativa del Psd'Az, mette a disposizione dei Comuni costieri gli strumenti per liberare le spiagge dalle alghe durante la stagione estiva, prevedendo lo stoccaggio provvisorio della posidonia in zone idonee della stessa spiaggia o in altri siti nel territorio comunale. Contro il primo, in particolare, si era scagliata l'associazione ecologista Gruppo d'Intervento Giuridico (Grig) che aveva parlato di «legge scempia-spiagge», invitando il governo a impugnarla. «Ora la nostra segnalazione è stata accolta», commenta soddisfatto il presidente del Grig Stefano Deliperi. (Ansa).

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