La Corte dei conti sull'Università di Cagliari: indagine nel complesso positiva

La rettrice dell'Università di Cagliari Maria Del Zompo

Lo stato patrimoniale nel triennio 2017-2018-2019 segna un costante aumento dell'attività. In negativo pesa soprattutto il calo del numero delle immatricolazioni e degli incassi dalle tasse

CAGLIARI. Il calo delle iscrizioni è forte e si riflette pesantemente sui conti dell’Università di Cagliari, che pure registrano soltanto rassicuranti segni più. Sono queste le conclusioni dell’indagine di controllo su “Il sistema di finanziamento e di organizzazione “ dell’ateneo condotta dalla Corte dei Conti. A illustrare la relazione finale è stata oggi 2 dicembre la consigliera Maria Paola Marcia insieme alla presidente Donata Cabras nel corso di un’adunanza pubblica cui hanno partecipato anche il rettore Maria Del Zompo e i vertici dirigenziali dell’Università.

L’esito dell’indagine è nel complesso positivo: secondo i magistrati contabili risultano consolidati i nuovi modelli organizzativi e di contabilità previsti dalla legge di riforma del 2010, un sistema che consente di monitorare costantemente e in piena trasparenza la situazione economico-patrimoniale e di verificare il raggiungimento degli obbiettivi in linea con “l’equa e corretta distribuzione dei finanziamenti pubblici secondo i parametri stabiliti in sede nazionale”.

Secondo la relazione della sezione di controllo “l’esame comparato delle poste dello stato patrimoniale per ciascuno degli esercizi 2017, 2018 e 2019 evidenzia un costante aumento delle attività”. I numeri sono questi: 399 milioni nel 2017 che diventano 488 nel 2019, con un aumento del patrimonio netto da 142 a 163 milioni. Non solo: il conto economico presenta risultati di esercizio positivi per ciascuno degli anni oggetto dell’indagine, passando dai 7 milioni e 371 mila euro del 2017 ai 10 milioni e 817 mila del 2019. Cresciuto di tre milioni il fondo di finanziamento ordinario dello Stato – da 114 a 117 milioni – risulta aumentato in modo considerevole anche il finanziamento della Regione, che per il 2019 incide per il 12% sui proventi complessivi.

Le note parzialmente negative arrivano da tasse e contributi degli studenti: se nel 2015 ammontavano a 22 milioni e 155 mila euro, nel 2019 sono entrati nelle casse dell’Ateneo soltanto 17 milioni e 628 mila euro, un dato che risente delle politiche di esonero dalle tasse rivolto ad allargare la platea degli iscritti e il calo complessivo degli iscritti, che però registra una leggera ripresa tra il 2018 e il 2019. Gli studenti iscritti nell’anno accademico 2019/2020 sono 25027, a fronte dei 26069 iscritti nel 2016/2017. Una flessione di oltre mille immatricolazioni che pesa sui conti dell’Università e sul suo futuro, oltre che sull’istruzione generale.

Sui conti dell’Università incide anche l’accorpamento dei dipartimenti, passati da 45 a 15 nel corso del 2019 e la riduzione delle facoltà, che erano 11 ed ora sono 6. Risulta ridotto il personale non docente – da 995 a 934 – mentre il personale docente è più numeroso: 964 unità, erano 927 nel 2017, mentre i corsi di laurea sono passati da 77 a 81.

Il Rettore Maria Del Zompo, intervenendo davanti alla Corte, ha sottolineato che “l’indagine è per noi motivo per proseguire nel miglioramento”, e ha poi ricostruito il contesto di riferimento, dalla Legge 240/10 (c.d. Legge Gelmini) ad oggi. “Quella legge a suo tempo venne duramente contestata dagli studenti e dal personale docente e tecnico-amministrativo insieme a moltissimi altri Atenei – ha rimarcato – perché ha innescato una guerra tra poveri, diminuendo le risorse provenienti dal Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) e penalizzando chi è già povero”. Il Magnifico ha ricordato che la richiesta di maggiore equilibrio ed eticità portata avanti in questi anni nelle sedi nazionali ha condotto “ad un parziale riequilibrio, che ha visto l’inserimento di alcuni indicatori come l’insularità e la scarsa densità di popolazione all’interno del sistema di distribuzione delle risorse per gli atenei”.

: “Le nostre politiche su studenti regolari e ricerca iniziano a dare risultati, anche se occorre tempo – ha aggiunto la Del Zompo - Gli studenti regolari erano il 47% nel 2015, mentre oggi sono il 70%: un miglioramento avvenuto in uno scenario di contrazione di risorse e senza aumentare le tasse come hanno fatto molti altri atenei, grazie ai fondi europei e regionali, di cui evidenzio la fondamentale importanza per il nostro Ateneo, attraverso una profonda modifica dell’orientamento. Ora si inizia dalla terza classe delle scuole superiori interagendo con gli studenti, ma anche con i docenti".

"La collaborazione _ ha detto ancora il rettore _ con il mondo della scuola migliora i risultati sull’orientamento e riduce abbandoni e fuoricorso, anche grazie al prezioso servizio di counseling offerto ai nostri iscritti. Stiamo chiedendo al Ministero di essere valutati in base al miglioramento continuo innescato in questi anni, non in base a parametri astratti”. Dopo aver ricordato che anche la ricerca risente della non regolarità dei bandi di finanziamento, il Rettore ha ricordato l’attivazione dell’Ufficio Europa (per il supporto ai programmi europei e internazionali in generale): “Consente di presentare nelle sedi competenti progetti validi in grado di attrarre risorse – ha spiegato – E i risultati non tardano: siamo uno dei 10 atenei italiani inseriti nelle alleanze europee tra università, una modalità profondamente innovativa che offrirà ai nostri studenti nuove opportunità”.

“Abbiamo dato la nostra massima collaborazione – è stato il commento del Direttore Generale Aldo Urru – anche per avere la possibilità di testare quanto abbiamo fatto finora. Quanto emerso ci sprona al miglioramento continuo delle performance dell’Ateneo, evidenziato anche dall’aumento delle immatricolazioni”.

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