Era tutta legale la cannabis coltivata in un'azienda di Guspini

Nei filari della piantagione non c’erano anche piantine di cannabis indica, contrariamente a quanto era stato ipotizzato in un primo momento dai carabinieri

GUSPINI. Nei filari della piantagione autorizzata di cannabis sativa per uso terapeutico, non c’erano anche piantine di cannabis indica, contrariamente a quanto era stato ipotizzato in un primo momento dai carabinieri di Guspini che il 5 febbraio scorso avevano effettuato un controllo nell’azienda dell’imprenditore 57enne G.A.N. e del coadiuvante 32enne M.M., entrambi del posto.

In quell’occasione i carabineri trovarono in un locale residui sospetti di lavorazione e procedettero al sequestro cautelare di 39 contenitori contenenti 130 chili di infiorescenze di cannabis sativa terapeutica, ipotizzando che nella piantagione potessero essere state coltivate anche piantine di cannabis indica. I successivi primi accertamenti da parte del Ris dei carabinieri hanno invece stabilito che nella coltivazione autorizzata di “sativa” non esistivano piantine di “indica” da cui si produce la marijuana.

La notizia era stata riportata sulla edizione web de La Nuova Sardegna il 6 febbraio 2021 secondo un comunicato dei carabinieri e ripresa il giorno 7, sempre nella edizione web, con alcune opportune precisazioni intanto emerse. Pertanto a precisazione e rettifica di quanto allora in parte erroneamente pubblicato e su richiesta dell’avvocato Marco Usai, legale dell’imprenditore G.A.N. e del coadiuvante M.M., si precisa adesso che nella notizia apparsa sul sito web nei giorni suddetti sono contenuti fatti risultati infine non veritieri; che non corrisponde al vero che “nella piantagione di cannabis curativa venisse coltivata anche quella fuorilegge; che nonn è affatto vero che nei filari “fosse stata infilata furbescamente dai produttori anche la cannabis indica” destinata al mercato degli stupefacenti; che è errato che le infiorescenze sequestrate dai carabinieri e anlizzate dal Ris hanno evidenziato un tenore di Thc nettamente superiore al consentito. Succssivamente le analisi di laboratorio effettuate dal Ris hanno confermato che quella coltivata nella piantagione era esclusivamente cannabis sativa e che il tenore di Thc rientrava nei limiti di legge. Pertanto, la posizione di G.A.N. e M.M. è da ritenersi fino a prova contraria irreprensibile e in linea con la legge 242/2016 che autorizza la produzione di cannabis sativa a fini terapeutici. (luciano onnis)

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