Bancarotta fraudolenta nel Sulcis: sette indagati

Le persone coinvolte nelle indagini fanno capo a due società fra loro collegate

IGLESIAS. Sette persone indagate per una bancarotta fraudolenta da 15 milioni di euro ed emissione di fatture false scoperta dalla Guardia di finanza di Iglesias. Sei di queste persone lavorano per due società fra loro collegate, mentre un commercialista è pure lui indagato per concorso esterno in bancarotta fraudolenta e falso. I finanzieri hanno avviato azioni per il sequestro di beni equivalenti alle somme distratte.

Gli accertamenti dei militari delle Fiamme gialle si sono concentrati sul fallimento di due società del Sulcis, che facevano parte dello stesso gruppo industriale operanti nel settore estrattivo e dei trasporti di minerali. In particolare le verifiche hanno interessato il processo di internazionalizzazione della società madre, avviato sia con il trasferimento di parte dell’attività industriale che con lo spostamento di ingenti risorse finanziarie in favore di quattro società in Africa. Secondo l'accusa da parte dei finanzieri, gli amministratori delle due società fallite e i professionisti avrebbero falsificato bilanci e piano industriale in fase concorsuale e effettuato operazioni transnazionali per distrarre fondi dalle società portandole al crack.

Gli indagati non avrebbero solo finanziato le società in Africa, che erano riconducibili comunque allo stesso proprietario, ma avrebbero an-che venduto macchinari per poi noleggiarne altri a prezzi esorbitanti. Inoltre avrebbero utilizzato impropriamente il personale a disposizione in un cantiere per la costruzione di strade in Zambia e in una stazione di confezionamento del calcestruzzo a Meknes, in Marocco. Tutte le operazioni, secondo l'accusa, venivano documentate con fatture gonfiate o addirittura false.(luciano onnis)

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