Denuncia per possesso di marijuana e Tso per un giovane di Senorbì

SENORBI'. I genitori conviventi, di un trentunenne di Senorbì, andato in escandescenze, disperati perché non riuscivano a controllarlo, hanno telefonato al 112 per chiedere l’intervento dei carabinieri. Sul posto, un’abitazione del paese della Trexenta, si sono precipitati i militari della locale stazione e di quella di San Basilio allertati dalla centrale operativa della compagnia di Dolianova.

I carabinieri constatato lo stato di alterazione psicofisica e i comportamenti aggressivi e irrazionali del giovane hanno chiesto l’intervento del personale sanitario del locale centro di salute mentale dell’azienda tutela della salute (CSM-ATS) e di Alessandro Pireddu, il sindaco di Senorbì. Il primo cittadino, rilevata la situazione oggettiva ha disposto, nei confronti del trentunenne, un trattamento sanitario obbligatorio (TSO) presso il servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) dell’ospedale Sirai di Carbonia.

Nel frattempo i militari, poiché sospettavano che il giovane fosse uno spacciatore di stupefacenti, hanno anche provveduto a perquisire l’abitazione. Nel corso della perquisizione hanno tra l’altro rinvenuto 500 grammi di marijuana confezionata sottovuoto, 2 grammi di hashish, 3 piante di canapa indiana, attrezzatura varia per l’essicazione della cannabis, un bilancino digitale e diverso materiale solitamente utilizzato dagli spacciatori per il confezionamento in dosi delle sostanze stupefacenti. Il trentunenne tuttavia non è stato arrestato dai militari perché si trovava nell’incapacità di intendere e volere. E’ stato comunque denunciato a piede libero per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. (Gian Carlo Bulla)

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