La Nuova Sardegna

Oristano

Lavoro

La Cgil accusa l’Eurospin: «Contratti pirata e licenziamento ingiustificato di un padre di famiglia»

di Enrico Carta
La Cgil accusa l’Eurospin: «Contratti pirata e licenziamento ingiustificato di un padre di famiglia»

Il sindacato proclama lo stato di agitazione e porta la società che gestisce il punto vendita in tribunale

3 MINUTI DI LETTURA





Bosa La Cgil non usa mezze parole e lo definisce «un contratto pirata». È quello con cui la società LT Distribuzione, che gestisce il supermercato Eurospin di via Roma, retribuisce i dipendenti del suo punto vendita.  Non è però l’unico motivo di scontro tra l’azienda e il sindacato che denuncia anche continui ritardi nel pagamento degli stipendi, il mancato riconoscimento della quattordicesima mensilità e dei permessi retribuiti, nonché il licenziamento di un lavoratore, punto più alto di attrito. L’esito è stato duplice: da un lato è stato proclamato lo stato di agitazione deciso dalla Filcams Cgil a cui hanno aderito in massa tutti i dipendenti, dall’altro il ricorso al tribunale sulla cacciata del lavoratore per il quale è atteso a breve il primo provvedimento del giudice del tribunale di Oristano. «Abbiamo impugnato il licenziamento – comunicano la segretaria Filcams Cgil Sardegna Nella Milazzo e la coordinatrice di Oristano Sabrina Loddo – e non staremo a guardare davanti all’atteggiamento di una società che crea gravissime disparità all’interno della stessa catena Eurospin».

Buste paga alla mano, emerge una situazione paradossale: nel supermercato di Bosa lavoratori e lavoratrici – una parte è assunta dalla LT Distribuzione, un’altra tramite agenzie interinali – sono infatti penalizzati da un «contratto pirata» con retribuzioni più basse rispetto al contratto collettivo nazionale di settore sottoscritto dalle organizzazioni sindacali, comparativamente più rappresentative, e applicato in tutti gli altri punti vendita della stessa catena. «Stanno facendo dumping contrattuale, per giunta sotto la stessa insegna, Eurospin, che altrove applica il regolare contratto», attacca il sindacato. Se il malumore covava da tempo sottotraccia, il licenziamento del lavoratore iscritto alla Cgil ha fatto emergere lo scontro con tutti ciò che si porta dietro: «Per noi quel provvedimento è ingiusto – affermano Nella Milazzo e Sabrina Loddo –, metteremo in campo ogni iniziativa di lotta necessaria, sia in sede legale che sindacale, per difendere la dignità del lavoratore e della sua famiglia e dimostrare che la società ha agito senza giustificato motivo».

La situazione assume anche contorni drammatici perché non solo la società non si è fatta scrupolo di applicare contratti al ribasso, ma è andata persino a «colpire un dipendente con un profilo di estrema fragilità, un padre di famiglia, con due figli minori e l'unico portatore di reddito in famiglia», azione definita dalla Filcams «un atto di violenza sociale» che accende ancor di più l’attenzione del sindacato sull’operato di questa società: «Il licenziamento è l’atto finale di un sistema che rigettiamo, l’uso di contratti pirata rischia di alimentare un clima di ricatto e trasformare lo strumento della contestazione disciplinare in un’arma contro chi rivendica i propri diritti. Non faremo un passo indietro – concludono Nella Milazzo e Sabrina Loddo –, non accetteremo che i contratti pirata diventino lo scudo dietro cui nascondere abusi di potere e mancanze contrattuali». La Cgil considera questa una battaglia da combattere non solo per questo specifico caso, ma per tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno diritto al giusto contratto e non possono certo essere vittime di discriminazioni salariali, per giunta all’interno dello stesso marchio.

Primo Piano
Polizia

Blitz contro la criminalità organizzata, tra gli arrestati anche un assessore. È accusato di corruzione e stalking

Le nostre iniziative