La Nuova Sardegna

Sassari

La condanna

Sassari, perseguitava la ex con chiamate, minacce e pedinamenti: seguirà un percorso per uomini maltrattanti

di Nadia Cossu
Sassari, perseguitava la ex con chiamate, minacce e pedinamenti: seguirà un percorso per uomini maltrattanti

L’uomo ha patteggiato un anno, la donna era stata costretta a cambiare città

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Sassari Un anno di reclusione, con pena sospesa e obbligo di seguire un corso per uomini maltrattanti. Si è chiuso così il procedimento a carico di un 41enne accusato di aver perseguitato l’ex fidanzata con messaggi, pedinamenti e minacce tali da costringerla a cambiare città. L’uomo ha patteggiato la pena davanti al giudice Gianpaolo Piana in seguito all’accordo raggiunto tra il pubblico ministero Angelo Beccu e l’avvocato difensore Antonio Meloni. Il giudice ha accolto la richiesta, subordinando la sospensione della pena alla frequenza di un percorso rieducativo specifico per uomini autori di violenza. I fatti contestati risalgono all’estate del 2025 e si sono consumati tra Verona e la Sardegna.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’indagato – accecato dalla gelosia – avrebbe tempestato l’ex compagna di centinaia di messaggi e telefonate quotidiane, arrivando in un’occasione a chiamarla 81 volte in una sola notte. Il 18 agosto, dopo un litigio scoppiato perché la giovane aveva ballato con un altro uomo, lui si sarebbe presentato sotto la finestra della sua camera da letto, restando lì per ore. Pochi giorni dopo, quando la donna era andata a riprendere i propri effetti personali nell’abitazione dove avevano convissuto in provincia di Verona, l’avrebbe minacciata di bruciare tutto se si fosse presentata accompagnata. E quando lei era arrivata con alcuni amici, avrebbe cercato di tenerla dentro casa da sola, spingendo fuori gli altri.

Il 26 agosto un altro episodio inquietante: prima l’annuncio che l’avrebbe aspettata in un bar vicino all’abitazione di un amico, poi il pedinamento fino a un centro commerciale, dove si sarebbe nascosto accovacciato dietro l’auto della donna per poi sbucare all’improvviso chiedendole di parlare. A inizio settembre gli atti persecutori si sono spostati in Sardegna. Un giorno l’uomo si sarebbe presentato sotto la nuova abitazione della ex a Sassari, lasciando sull’auto uno striscione con la scritta: «Ti amo, manchi al nostro orto». Nelle settimane successive avrebbe continuato a inviarle e-mail insistenti, annunciando nuovi arrivi sull’isola e arrivando a scriverle frasi pesanti, tra cui l’invito a impiccarsi con un indumento che lui stesso le aveva regalato. Una pressione costante che, secondo l’accusa, avrebbe provocato nella giovane “un grave e perdurante stato d’ansia e di paura”, tanto da spingerla a trasferirsi da Verona a Sassari e a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita.

Il procedimento era nato dalla querela della donna. In una prima fase il pubblico ministero aveva chiesto per l’indagato il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con braccialetto elettronico e divieto di comunicazione. Poi il divieto di dimora a Sassari. Ora la vicenda giudiziaria si è chiusa con il patteggiamento a un anno di reclusione. Un epilogo che evita il processo ma che impone all’imputato un percorso obbligatorio di recupero, nel tentativo di prevenire nuovi episodi di violenza.

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