La Nuova Sardegna

Cagliari

La denuncia

Uta, da oltre un anno in attesa di un intervento al palato: il dramma di un detenuto di 35 anni

Uta, da oltre un anno in attesa di un intervento al palato: il dramma di un detenuto di 35 anni

Il caso del giovane di San Sperate, che ha anche difficoltà a mangiare, è stato segnalato da Maria Grazia Caligaris dell’associazione Socialismo diritti riforme

14 settembre 2023
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Cagliari “Da un anno e due mesi è in lista d’attesa per un intervento di palatoplastica nel Policlinico di Monserrato. E’ il dramma di R.S., 35 anni, di San Sperate detenuto nella Casa Circondariale di Cagliari-Uta che ha limitazioni nell’assunzione del cibo, ma soprattutto convive da diversi mesi con un feroce mal di denti. Una situazione che configura una vera e propria tortura”. Lo dice  Maria Grazia Caligaris dell’associazione “Socialismo Diritti Riforme ODV” a cui si è rivolta la madre del recluso in attesa di cure da 14 mesi.

“Mio figlio ha commesso degli errori – ha detto la donna – che sta pagando con la perdita della libertà, ma non posso più accettare in silenzio la sua sofferenza. Il dentista non può curare i denti perché a causa della fessurazione del palato rischia una grave infezione, da troppi mesi sta assumendo antibiotici e antidolorifici con conseguenze sull’intero organismo. E’ fortemente debilitato e oltre ad avere gravi difficoltà nella consumazione del cibo, che spesso passa attraverso le narici, lamenta continui disturbi intestinali”.

E’ diventato anche difficile parlare  al telefono con il detenuto. “La sua espressione vocale – prosegue la madre - è alterata e spesso incomprensibile. Sono preoccupata. Mi sono recata al Policlinico per sollecitare il suo ricovero ma purtroppo non sono riuscita ad avere notizie. Mio figlio ha bisogno d’aiuto, deve essere operato con urgenza anche perché la fessura nel palato sta diventando sempre più grande”.

“La vicenda di R.S. – sottolinea Caligaris – sta andando avanti senza soluzione da diversi mesi nonostante l’intervento della direzione sanitaria della casa circondariale, che ha sollecitato la presa in carico da parte  del Policlinico, e nonostante la segnalazione della garante dei detenuti Irene Testa. Insomma è arrivato il momento di dare una risposta concreta a una persona che in queste condizioni di afflizione, chiuso in una cella, non può svolgere alcuna attività né partecipare a percorsi riabilitativi. Del resto appare anche del tutto immotivata un’attesa così lunga per un intervento di palatoplastica. Quattordici mesi senza poter gestire il dolore, se non con continui ricorsi a farmaci analgesici, sono davvero troppi. Resta il problema del mancato riconoscimento al coordinatore sanitario della casa circondariale di Cagliari-Uta, dov’è ubicato un SAI (servizio assistenza Intensiva,  un reparto di assistenza per persone malate), dell’accesso diretto al ricovero ospedaliero qualora il caso lo richieda. Aspettare lo scorrimento delle liste d’attesa per oltre un anno, mettendo a rischio la vita di una persona, non è accettabile”. (luciano onnis)

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