La Nuova Sardegna

Cagliari

L’operazione

Cagliari, la Capitaneria sequestra 315 chili di pesce: 18mila euro di multe

di Luciano Onnis
Cagliari, la Capitaneria sequestra 315 chili di pesce: 18mila euro di multe

I 63chili di prodotto ittico di un ristorante giapponese sono stati distrutti perché non idonei al consumo umano

23 maggio 2024
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Cagliari Oltre 315 chili di prodotti ittici sequestrati, 17 illeciti amministrativi accertati e sanzioni per più di 18 mila euro costituiscono il bilancio di quindici giorni di controlli in mare e a terra delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera di Cagliari e Oristano e le sezioni dipendenti di Arbatax, Bosa, Carloforte, Portoscuso e Sant’Antioco, operazione, complessa sulla pesca “Mediterranea” coordinata dalla Direzione Marittima di Cagliari «allo scopo principale di prevenire, individuare e contrastare qualunque forma di illegalità sulla filiera pesca e commercializzazione di prodotto ittico nella zona centro-meridionale della Sardegna».

La maggior parte degli illeciti riguarda la mancata tracciabilità del prodotto ittico, per la quale sono stati sanzionati ristoranti etnici, pescherie e box siti all’interno di mercati, colti a vendere o somministrare prodotti anche di pregio come gamberi rossi, aragoste e pesce spada, privi di qualsiasi documentazione idonea ad attestarne la provenienza. In particolare nei confronti di un ristorante etnico (sino-giapponese) nel centro di Cagliari, gestito da cittadini cinesi, è stata accertata la mancata tracciabilità di oltre 63 chili di prodotto ittico di vario genere, poi sottoposto a sequestro amministrativo. Il titolare dell’attività di ristorazione è stato sanzionato con una multa di 1.500 euro ed il prodotto ittico oggetto di sequestro avviato a distruzione, a seguito di certificazione di non idoneità al consumo umano da parte dell’Asl competente.

Alcuni controlli eseguiti presso i centri di spedizione hanno portato all’accertamento di illeciti, nei confronti del titolare di uno di essi in provincia di Oristano è stata applicata una sanzione amministrativa di 2.000 euro per violazione di norme di carattere igienico-sanitario, relativamente al ritrovamento di esemplari di riccio di mare privi della prevista documentazione.

In un altro caso un ristoratore della zona di Bosa è stato sanzionato con una multa pari a 2.000,00 euro per non aver ottemperato alle previste procedure del proprio manuale dell’autocontrollo. Alcuni pescatori professionali sono stati fermati o intercettati e, conseguentemente, multati per esercizio della pesca in luoghi vietati e anche per irregolarità sulla composizione dell’equipaggio e sulla tenuta dei documenti di bordo.

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