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«Nostro figlio non è un delinquente»: i genitori del 33enne pestato e ridotto in fin di vita rompono il silenzio

di Luciano Onnis
«Nostro figlio non è un delinquente»: i genitori del 33enne pestato e ridotto in fin di vita rompono il silenzio

Dopo il pestaggio che lo ha ridotto in fin di vita, la famiglia respinge le accuse nate sui social e parla di una violenza ingiustificata alimentata da voci e un video diventato virale

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Arbus «Nostro figlio non è un delinquente e non va a rubare. E’ vero, è stato pestato selvaggiamente e si trova dal 26 dicembre in stato di coma in ospedale, ma con gli episodi di microcriminalità che stanno accadendo in paese non c’entra niente»: i genitori del 33enne ridotto in gravi condizioni da ancora ignoti picchiatori, contestano convintamente l’immagine mediatica che si è creata attorno al figlio, che sia cioè uno degli autori dei numerosi atti delinquenziali che hanno minato la tranquillità del paese. Al momento  nessuno sarebbe però ufficialmente indagato.

«Non siamo a conoscenza del perché su di lui ci sia stata tanta violenza e da parte di chi – affermano padre e madre -, ma di sicuro lui non c’entra niente con i furti e danneggiamenti. Lo abbiamo fatto crescere nel rispetto degli altri, delle regole e delle leggi. E’ un ragazzo buono e non ha bisogno di andare a rubare».  

Il coinvolgimento del 33enne sarebbe frutto delle reazioni in paese a un post virale che è circolato recentemente e che è finito più o meno sui cellulari di gran parte degli arburesi. L’autore del video pubblicato – di cui si conoscerebbe il nome e che potrebbe essere stato anche già individuato dai carabinieri – ha fatto esplicitamente tre nomi su quelli che “radio paese” sembra ritenere responsabili degli atti delinquenziali. Uno di questi è appunto il giovane poi ridotto in condizioni critiche da chi si sarebbe sentito autorizzato a farsi vendetta da solo per un ipotetico torto subito.

Tutto ancora da accertare da parte dei carabinieri del paese, al lavoro per ricostruire l’intera vicenda. In caserma sarebbero state presentate negli ultimi tempi  numerose  denunce per furti sulle auto e nelle abitazioni, ma anche aggressioni e danneggiamenti privati. In caserma c’è andato però di sua volontà anche il trentatreenne pestato, accompagnato dai genitori, quando ha cominciato a circolare il video che lo accusava. Risulta che avrebbe anche lui presentato querela per diffamazione nei confronti dell’autore del post.

«Ammesso anche che nostro figlio conosceva e parlasse con gli altri due giovani implicati – ribadiscono i genitori -, non significa che sia stato anche lui responsabile degli episodi che gli sono stati addebitati sui social e dalle voci di paese. Lui non c’entra, non è un delinquente e lo proveremo in ogni sede chiedendo conto a tutti».

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