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Archeologia

Il parco di Gutturu Mannu diventa Ecomuseo: nuraghi e tombe dei giganti ora si visitano anche online

Il parco di Gutturu Mannu diventa Ecomuseo: nuraghi e tombe dei giganti ora si visitano anche online

Una piattaforma innovativa apre il parco montano del sud-ovest sardo a visitatori e comunità, intrecciando storia antica, territorio e partecipazione

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Pula Il Parco di Gutturu Mannu, nel compendio montano sud-occidentale fra Cagliaritano e basso Sulcis, compie un passo decisivo verso la valorizzazione del proprio patrimonio storico e archeologico con l’inaugurazione dell’Ecomuseo interattivo. Grazie a una piattaforma digitale innovativa, visitatori e appassionati potranno esplorare virtualmente nuraghi, tombe dei giganti e antichi villaggi, scoprendo oltre 55 siti di interesse distribuiti tra i territori di Pula, Villa San Pietro, Siliqua, Domus De Maria, Uta, Assemini, Santadi, Capoterra, Sarroch e Teulada.

Il progetto, realizzato da un team di esperti in collaborazione con la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano e l’Archivio di Stato di Cagliari, punta a offrire un’esperienza immersiva che integra storia, cultura e ambiente. La digitalizzazione completa dei contenuti permette di accedere a mappe, testi, immagini e video divulgativi, disponibili anche presso l’infopoint di Pantaleo, nel Comune di Santadi.

«Non vogliamo limitarci alla conservazione del patrimonio naturalistico – spiega Walter Cabasino, sindaco di Pula e presidente del Parco – ma intendiamo far conoscere tutte le attrazioni, dai siti neolitici a quelli di epoca romana. Il parco è una comunità viva, con progetti che mirano ad attirare sempre più visitatori».

Sulla stessa linea Massimo Impera, sindaco di Santadi: «Questa iniziativa apre le porte del parco alle comunità locali e ai turisti, mostrando tutte le opportunità offerte dal territorio». Anche Beniamino Garau, sindaco di Capoterra, sottolinea il valore della digitalizzazione: «Luoghi come il villaggio di Bidd’e Mores e Su Campusantu ‘e Is Arruus meritano di essere conosciuti da tutti. La digitalizzazione ci avvicina all’obiettivo di un Ecomuseo completo». Per Angelo Dessì, sindaco di Sarroch, l’Ecomuseo è uno strumento fondamentale per la valorizzazione dell’area: «Il prossimo passo sarà migliorare la viabilità, così da permettere a tutti di visitare fisicamente questi tesori». Infine il  coordinatore del progetto, Giovanni Cafiero, conclude: «Il patrimonio culturale è una risorsa non rinnovabile. L’Ecomuseo serve a rigenerare il rapporto tra uomo e natura, rafforzando identità, partecipazione e gestione sostenibile del territorio». (l.on)

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