Confermato l’ergastolo per Igor Sollai, ma per i giudici uccise Francesca Deidda senza crudeltà
La Corte d’Assise di Appello, presieduta da Giovanni Lavena, ha anche rigettato l’ammissione al risarcimento della parte civile
Cagliari Conferma dell’ergastolo con isolamento diurno per un anno, per Igor Sollai, reo confesso dell’uccisione della moglie Francesca Deidda e detenuto nel carcere di Uta. La Corte d’Assise di Appello, presieduta da Giovanni Lavena, non ha però riconosciuto la crudeltà nell’omicidio in quanto non è stato possibile accertare con sicurezza che la donna sia stata uccisa al primo colpo di martello e non ci sia stato pertanto l’accanimento su di lei da viva. La Corte ha anche rigettato l’ammissione al risarcimento della parte civile costituita dagli zii di Francesca, mentre è stato riconosciuto solamente quello di Andrea, fratello della vittima. Inoltre Igor Sollai è stato escluso dalla indennità di successione, ovvero non ha più alcun diritto all’eredità di metà dell’appartamento che possedeva in comproprietà con la moglie uccisa. Soddisfatti, ma non pienamente, gli avvocati della difesa (Carlo Demurtas) e di parte civile Gianfranco Piscitelli e Pamela Piras.
Delusione invece per il legale della parte civile costituita dagli zii materni della vittima, Roberto Pusceddu. «Siamo moderatamente soddisfatti perché un altro piccolo tassello si è aggiunto a nostra vantaggio a discapito dell’accusa – ha commentato Carlo Demurtas – ossia l’aggravante della crudeltà, condividendo le nostre argomentazioni. Ha escluso anche, come avevamo richiesto le parti civili degli zii della povera Francesca, confermando quella legittima del fratello Andrea. Adesso aspettiamo le motivazioni della sentenza e poi decideremo come muoverci». Anche l’avvocato Piscitelli commenta positivamente la sentenza, anche se non concorda sul rigetto dell’aggravante della crudeltà per Igor Sollai. «Non c’è stata tutta la giustizia che secondo noi meritava questo processo riguardo il massimo dei riconoscimenti di colpevolezza per l’imputato – ha detto Piscitelli – E’ un processo simbolo per tantissime donne vittime di femminicidi, non dimentichiamo che ci sono stati processi simili risoltisi in maniera discutibile sulla premeditazione e la crudeltà». (luciano onnis)
