Sant’Efisio, a spalle fino a Giorgino e poi in furgone
Lo ha deciso la Confraternita del Gonfalone dopo il divieto di movimentazione dei bovini nel capoluogo
Cagliari Sant’Efisio sarà trasportato a spalle dai confratelli dalla chiesa di Stampace fino all’ex semoleria di viale La Playa. Da qui, il simulacro proseguirà in furgone il suo viaggio attraverso il percorso del pellegranggio e fino ad arrivare a Nora. Lo hanno deciso questa sera, 29 aprile, i confratelli dell’Arciconfraternita del Gonfalone di Sant’Efisio Martire, visto il divieto, a causa della dermatite bovina, di utilizzare il giogo dei buoi che tradizionalmente traina il cocchio di gala del santo guerriero da Stampace fino a Giorgino. L’Arciconfraternita si è riunita dopo la cerimonia di vestizione del Santo con gli abiti di gala. «Sant’Efisio è una festa e resterà tale, anche con le restrizioni dovute alla dermatite bovina». Così l’assessora al Turismo del Comune di Cagliari Maria Francesca Chiappe, questa mattina nell’aprire la conferenza stampa durante la quale a Palazzo Bacaredda è stata ufficialmente presentata la sagra di Sant’Efisio numero 370. Una festa che nel capoluogo sarà senza i buoi, perchè uno dei due ultimi focolai della dermatite, a Ballao (l’altro è a San Vito), comprende nel raggio dei 50 chilometri di sorveglianza anche la città. Le restrizioni mettono fuori gioco anche i buoi per le traccas: ma una decina saranno esposte durante il percorso da Stampace fino al Comune. Ma, come ha spiegato il presidente Andrea Loi: «Dall’inizio ho detto che in ogni caso il voto al Santo sarà sciolto. Esprimiamo solidarietà ai proprietari dei buoi che lavorano per tutto l’anno». Nell’aula consiliare del Comune c’erano il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, l’Alter Nos Giovanni Porrà, visibilmente emozionato, i sindaci dei comuni di Capoterra, Beniamino Garau, Rebecca Scano, assessora alla Cultura di Sarroch, la sindaca di Villa San Pietro Marina Madeddu e il sindaco di Pula Walter Cabasino, nei cui territori transita la processione verso i luoghi del martirio, e il direttore artistico della festa Ottavio Nieddu. Il sindaco Zedda ha voluto esprimere la vicinanza e la solidarietà ai proprietari degli allevamenti colpiti dalla dermatite, che hanno perso il bestiame, sottolineando come i buoi siano animali che crescono come componenti del nucleo familiare.
