Tzia Efisia Lussu compie 100 anni ma non vuole la festa: «È un giorno come un altro» – Il racconto
Ha attraversato un secolo di cambiamenti «prendendo la vita com’è venuta»
Muravera Ha raggiunto il traguardo del secolo di vita ma, per sua espressa volontà, non ha voluto che venissero organizzati festeggiamenti. Dimostrando una straordinaria serenità d’animo ha detto: «Per me è stato come un giorno qualunque, uguale a tutti gli altri». Efisia Lusso, la neo centenaria, quartogenita dei sei figli di Rita Cappai, casalinga, e Antonio, minatore (tra l’altro ha lavorato nella miniera di “Ravi Marchi” a Gavorrano, in Toscana, dalla quale si estraeva pirite (solfuro di ferro), e in quella di “Su Suergiu” a Villasalto dalla quale si estraeva antimonio), è nata a Villasalto il 17 agosto 1926 in una modesta abitazione della via Eleonora d’Arborea, nel centro storico del paese del Gerrei.
Tzia Efisia ha frequentato con profitto le cinque classi della scuola elementare e ha conseguito il diploma di licenza elementare superando l’esame di Stato con buoni voti. «Avrei voluto proseguire gli studi – dice – come hanno fatto alcune mie compagne di scuola. Però non ho potuto per motivi economici. I miei genitori non erano in condizioni di affrontare le spese». Tzia Efisia, adolescente, per contribuire alle magre entrate familiari, ha fatto la collaboratrice domestica a Cagliari in casa di famiglie benestanti. Il 19 settembre 1960, dopo un breve fidanzamento, si è sposata a Cagliari nella chiesa di San Lucifero con Efisio Andria, originario di San Vito, manovale, vedovo senza figli, che aveva conosciuto nel periodo in cui lavorava presso la famiglia della figlia dell’avvocato Achille Marini. «Mio marito ha lavorato anche a Cagliari, prima nella fabbrica del ghiaccio di vico Barone Rossi e poi nel porto di via Roma. Mentre assisteva una nave ad attraccare si è infortunato ed è stato dichiarato inabile al lavoro».
La neo centenaria ha messo al mondo due figli: Salvatore e Caterina. «Il 29 giugno del 1967 ci siamo trasferiti a Muravera – racconta –. Lì viveva Antonio, uno dei fratelli di mio marito. Abbiamo vissuto per circa sei anni in casa di affitto prima in via Montis poi in via Nuraxi Erga. Con i risparmi siamo riusciti a comprare in vico Roma 5 la casa dove attualmente vivo. Efisio nel frattempo era riuscito ad avere un appezzamento di terreno nelle campagne di Muravera, in località Flumineddu, che abbiamo impiantato a verdure rigorosamente biologiche. Concimavamo il terreno con lo sterco dei conigli e delle galline che allevavo nel cortile di casa».
La neo centenaria, dotata di buona memoria, lucidissima e loquace, attribuisce il segreto della longevità oltre che al patrimonio genetico, («Francesco, il mio fratello terzogenito, sottolinea, è morto in Francia, dove era emigrato, giovanissimo, per motivi di lavoro all’età di 102 anni») anche ad «una sana alimentazione, allo stile di vita, ad aver sempre preso la vita com’è venuta, ad essere riuscita a non lasciarmi mai andare e ad avere avuto nelle avversità la forza per reagire e rialzarmi».
Efisia Lusso ha gradito la visita del parroco di Muravera padre Ignazio Pili che le ha esternato gli auguri a nome della comunità parrocchiale. Tra i primi ad esprimerle gli auguri, dopo i figli, il genero, i due nipoti Ignazio e Davide e il pronipote Claudio è stato telefonicamente Francesco Cotza, il vice sindaco di Villasalto, che si è impegnato a venire a trovarla nei prossimi giorni. A Muravera, allo stato attuale, vive Irina Congiu, un’altra centenaria, originaria di Sardara, il paese della Marmilla, dove è nata il 24 luglio 1926. (Gian Carlo Bulla)
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